“NON ERAVAMO I PIIGS. TORNEREMO ITALIA.” PROGRAMMA ME-MMT DI SALVEZZA ECONOMICA PER L’ITALIA

Scritto da redazione il . Pubblicato in MMT

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IL PROGRAMMA ME-MMT DI SALVEZZA ECONOMICA PER L’ITALIA  “NON ERAVAMO I PIIGS. TORNEREMO ITALIA.”

L’Italia uscì dalla seconda guerra mondiale povera, distrutta, semi analfabeta, ma ricca di tre doti immense: la Costituzione del 1948, lo Stato democratico a Parlamento sovrano, una propria moneta.
Nell’arco di meno di trent’anni, questa penisola priva di grandi risorse, senza petrolio, finanziariamente arretrata, diventa la settima potenza economica del mondo, prima fra tutte per risparmio delle famiglie. Fu il ‘miracolo italiano’ scaturito dalle tre immense doti di cui sopra.Oggi quelle doti sono state distrutte, e il Paese è sprofondato nella vergogna dei PIIGS, i ‘maiali’ d’Europa. I Trattati europei, in particolare quelli associati all’Eurozona, ci hanno tolto la sovranità costituzionale, quella parlamentare e quella monetaria. Ci hanno tolto tutto.La crisi che oggi sta distruggendo l’economia e i diritti delle famiglie e delle aziende italiane come mai dal 1945 a oggi, viene da questo.

PROGRAMMA ME-MMT:

  • GUIDARE IL PAESE FUORI DALLA CATASTROFE ECONOMICA DELL’EUROZONA
  • RECUPERARE LA SOVRANITA’ MONETARIA E PARLAMENTARE
  • SALVARE NELL’IMMEDIATO LE IMPRESE E L’OCCUPAZIONE

Estensori: Dott. Warren Mosler, Prof. Mathew Forstater, Prof. Alain Parguez e Paolo Barnard

Qui il file pdf formato A4 utilizzabile anche per la stampa di opuscoli fronte/retro formato A5 (qui le istruzioni)

- “NON ERAVAMO I PIIGS. TORNEREMO ITALIA.”  PROGRAMMA ME-MMT DI SALVEZZA ECONOMICA PER L’ITALIA (VERSIONE PDF)

Il Programma ME-MMT è rivoluzionario e può salvare le nostre vite economiche come nulla prima. Deve diventare politica economica nazionale, la scelta politica dell’Italia.
Grazie ai Gruppi Territoriali ME-MMT stiamo portando il Programma ME-MMT in giro per l’Italia. Qui il calendario degli incontri. Mentre se vuoi organizzare un incontro nella tua città, clicca qui.

Qui il Programma ME-MMT in un formato adatto alla consultazione online

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Commenti (182)

  • Nirvana

    |

    Ragazzi non ho parole. Veramente un lavoro eccezionale. Conciso e semplice da seguire. Con tutto, proprio tutto l’essenziale da divulgare. I curricula poi ben esposti e dettagliati con tanto di foto danno grande autorita’ al documento. Bravissimi.

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  • Carletto Ribolla

    |

    … ottimo!

    Rispondi

  • Silvia

    |

    Una gran cosa, davvero, e ora via alla diffusione.

    Rispondi

  • lucasi

    |

    e come fa a stare in una sola pagina di un quotidiano??????

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  • clara

    |

    La teoria mi ha conquistata e mi pare più che valida. Ma quale forza politica potrebbe mai avere interesse ad attuarla? E se anche ve ne fosse una (un nuovo soggetto politico immagino…) ve la immaginate la resistenza di tutte le altre forze, elites, lobbies, partiti, tutti? La teoria è una bella cosa, ma ditemi i nomi di almeno dieci persone in grado governare, influenti e con la necessaria leadership per arrivare ai posti di potere e iniziare il processo senza “inciuci”. Una teoria del genere funziona se tutto, a catena funziona. Se non c’è ostruzionismo, o se almeno c’è la forza necesaria per contrastare l’ostruzionismo. Ciò che è accaduto in Argentina è accaduto perchè avevano raggiunto il disastro, il baratro. Immagino che a quel punto i colpevoli si fanno da paret o almeno accettano i buoni consigli. Ma ora, da noi? Chi, ditemi chi attuerebbe un tale programma economico? Forse, se nei partiti fossero rpesenti dei veri economisti (non ce n’è traccia, temo) potrebebro avere voglia di ascoltare qualche consiglio, potrebbero iniziare a prendere in considerazione un consulente… Oppure gli economisti (ce ne saranno da qualche parte) non allineati al main stream dovrebbero candidarsi, o foramre un nuovo soggetto politico… Altrimenti cosa si può fare? La rivoluzione? Per ora mi sembra un bell’esercizio teorico, ma c’è bisogno di persone e di leadership. E comunque ci vorranno anni.

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    • Nirvana

      |

      Clara condivido i tuoi dubbi sullo stato pessimo delle nostre elite politiche – tutta gente piuttosto mediocre e comunque troppo corrotta. Lo stesso vale per gli intellettuali (eccetto pochissimi).

      Tu hai molta ragione e penso ci vorranno anni di dedicazione e di militanza attiva da parte di tutti noi e non solo per farla diventare parte dominante della nostra cultura, influenzando sempre di piu’ gli intelletuali e i nuovi partiti politici che io spero si formeranno.

      Pensiamo ai nostri nonni e bisnonni e quelli prima di loro, conquista dopo conquista, riuscirono a cambiare le cose. Noi ora come loro abbiamo una visione (anche se diversa, ma chiara) di come vogliamo cambiare le cose. Un chiaro e coeso programma come questo che finalmente ci guidi, veramente non ha prezzo.

      E poi comunque chissa’, il miracolo magari avverra’ alle prossime elezioni! …….. stiamo uniti e continuiamo a divulgare.

      Rispondi

    • Francesca

      |

      Purtroppo quello che dici e’ vero! Come si fa a pensare che i ‘potenti’ si facciano portavoci dell MMT? O che si facciano volontariamente da parte permettendo ad una nuova forza politica di farsi avanti e sostenere un programma del genere?? E’ come immaginare che dei ladri che fanno soldi a palate di punto in bianco rinuncino volontariamente ad arricchirsi e a fare vita da nababbi perché presi dai rimorsi o che i corrotti si mettano a fare leggi contro la corruzione. Ma nn vedete che e’ già stato un problema anche solo far pubblicare una pag su un quotidiano? E parlo solo delle difficoltà che riguarderebbe la lotta per il potere in casa ns, in Italia. Ora come sappiamo, Monti nn e’stato messo li’ da noi italiani, ci e’ stato imposto dalle élite che sono il Vero Potere e ke se ne fanno un baffo dei ns partiti, del ns parlamento e della sovranità del popolo italiano! E a quanto vedo, hanno chiaramente già deciso il risultato delle prox elezioni, perché in un modo o nell ‘altro Monti o chi x lui dovranno ‘necessariamente ‘ continuare cn le stesse politiche suicide. Suicide x noi, beninteso, ma vantaggiose x loro. Napolitano fa anke lui pressioni in quel senso e in TV nn si vedono altro che candidati in campagna elettorale ke in diverse forme sostengono TUTTI la ‘necessità ‘ di rimanere nell ‘euro e nell ‘Europa xke ‘ “indietro nn si può tornare “. Ora, gli stessi ke hanno reso possibile la truffa dell ‘Europa, ke hanno detronizzato il ns precedente governo, ke x quanto deprecabile era cmq espressione di un voto piu o meno democratico, ke ci hanno imposto un governo di tecnici scelti da loro nn eletti da nessuno, ke ci hanno obbligato a firmare una serie di trattati suicidi e a perpetuare il massacro economico ke e’ sotto gli occhi di tutti , pensate davvero ke coi mezzi e il potere ke possiedono ci lasceranno a noi popolo italiano decidere del ns futuro? A noi che nn ci siamo nemmeno accorti che la democrazia nnesiste piu da un pezzo? Le persone che siedono in parlamento le decidono i partiti e votano quello ke gli dicono ivari leader ke gli hanno regalato quella poltrona. Votiamo i partiti allora, ma inbase a quali programmi? I programmi presentati in campagna elettorale sono come le pubblicità dei detersivi in TV. Sono fatti apposta solo x abbindolare la gente, ma nn hanno nessun potere vincolante e sappiamo tutti ke i ns rappresentanti in realtà rappresentano solo se stessi e gli interessi loro edelle élite ke li hanno messi li’ a quello scopo. Ora perché credete ke si accapiglino tanto sulla legge elettorale? Perché e’ e deve essere fatta in modo da continuare a dare l’illusione al popolo di essere lui a scegliere, mentre in realtà contiene dei meccanismi x i quali, qualunque cosa voteremo, nn avrà importanza e il risultato dovrà essere sempre e comunque quello ke e’ già stato deciso. La democrazia stessa ke cosa e’,poi? Governo del popolo? Nn mi risulta ke il popolo abbia mai governato alcunke’,nemmeno in passato, quando le parole Democrazia, Costituzione e Diritti significavano ancora qualcosa, figuriamoci adesso! La verità e’che siamo sul Titanic, abbiamo già preso l’iceberg e stiamo inesorabilmente affondando, mentre i vari politici, candidati e partiti continuano imperterriti a suonare i violini sul ponte …

      Rispondi

      • Claudio

        |

        Ci sono scritte tante cose inesatte che vien da pensare due cose:
        O siete ignoranti veri e quindi avreste bisogno di andare a scuola di economia
        Oppure siete dei gran furboni che giocano suill’ignoranza e la credib

        Non ci sono parole per decrivere le panzane che avete scritto, ogni riga sarebbe da contestare
        Putroppo, come sempre, ci saranno i soliti ingenui creduloni che cadranno in questa vostra trappola . Il vostro scopo però non mi è chiaro. A cosa mirate??? alla sovversione, alla rivoluzione, al disfattismo??? Per saperlo dovrei essere dentro alle vostre sinapsi.

        Rispondi

        • Dario

          |

          Perché non mi illumini con la tua soluzione?

          Rispondi

        • silvia

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          caro Claudio, sei l’unico che esprime una critica, e siccome non sono un’ingenua credulona ma solo ignorante in materia, sono sinceramente interessata alle tue eventuali argomentazioni; quindi, se sei una persona seria e non il solito panzer che usa l’anonimato per sfogare la sua presunzione (purtroppo internet è pieno di questi inutili figuri) ti prego di scrivere qualcosa di più.
          Quali cose sono inesatte? Quali sono secondo te le panzane?
          Ripeto: sono interessata SINCERAMENTE.
          Puoi dirne almeno qualcuna?
          Ti ringrazio anticipatamente se lo farai.

          Rispondi

        • Franco

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          Sei tu che fai finta di essere ignorante, ma lo sei davvero. Il furbone che gioca sull’ ignoranza sei tu, e magari sei pagato per farlo, a meno che tu non sia solo uno di quegli stronzi che dicono: ” io so tutto e voi non sapete niente, io sono l’ essere perfetto”
          Le trappole le tendete voi ai poveri cittadini e molti purtroppo ci cascano.

          Rispondi

        • Axel

          |

          Scrivere una critica dicendo sono tutte panzane sono inesattezze siete ignoranti studiate …. non rende la critica credibile anzi non la rende affatto una critica. La cosa più assurda è che finisci con il domandarti pure a cosa mirate …. quindi stai criticando qualcosa di cui evidentemente non ne hai compreso nemmeno gli scopi. te lo dico io , SOVRANITA’ dello Stato\Popolo , Piena occupazione , Ricchezza , Benessere e tornare ad essere il paese con il sistema industriale più forte potente e funzionale d’europa con il tasso di risparmio privato più alto al MONDO !!! Il disfattismo è in chi vuole difendere una moneta e non le persone che nel dramma si suicidano per debiti , mancanza di lavoro e futuro. Il disfattismo è attuare politiche economiche finanziarie che hanno distrutto il sistema produttivo Italiano. Non serve scomodare le sinapsi altrui basterebbe usare le tue , leggendo ed ascoltando quanto la MMT dice ed approfondire senza pregiudizi i concetti di cui parla. Ti basterebbe anche solo ascoltare un capo della fed qualunque.

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        • renata cataoli

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          Gentile Claudio ,è meglio che tu rimanga nelle tue , vostre sinapsi . Cordialmente

          Rispondi

    • tony

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      Clara,
      è vero è un bel sogno, ma i sogni son desideri e la parola desiderare significa seguire la stella! c’è chi la stella la sta seguendo ed è nato un partito che lotta per questi ideali, che ha riunito in se GENTE NUOVA GIOVANE E CHE PENSA AL FUTURO DELLA NAZIONE E NON AL PROPRIO INTERESSE PERSONALE autotassandosi ed impegnandosi in prima persona per poter tornare una NAZIONE!!!! troverai economisti che ti apriranno gli occhi sulla reale situazione economica e su gli ” INCIUCI”. ti consiglio di andare a dare un’occhiata sul sito del PARTITO ITALIA NUOVA e fidati scoprirai che c’è gente che la pensa come te e già si è attivato, cia fammi sapere che ne pensi

      Rispondi

    • maurizio

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      Non abbiamo bisogno di politici…i politici sono colpevoli, e complici di tutto ciò. Dobbiamo sovvertire il tutto..cacciarli.
      Abbiamo bisogno di coraggio…prima …poi gli economisti, quelli seri come questi. Abbiamo bisogno di chi ama l’Italia. Questo lavoro ci serve, ci da fiducia, e consapevolezza che i nostri intuiti avevano ragione.
      La gente viene divisa dai politici. Strumentalmente. Chi si batte per la destra o la sinistra tra la gente lo fa credendoci. Credendo che un sistema porti all’ equità sociale e al benessere, e che l’ altro non porti lì…Ma i politici invece, loro lo sanno bene che le strade che percorrono e pubblicizzano non portano li’! Allora sposiamo questo progetto. Con ogni mezzo! Se necessario imponiamolo. Coraggio…

      Rispondi

  • clara

    |

    perchè il mio commento non compare più?

    Rispondi

  • clara

    |

    Ah, scusate scusate , non avevo visto che c’è la moderazione… giusto SORRY!

    Rispondi

  • claudio

    |

    Ottimo lavoro!! Complimenti. Ci sono però alcuni errori, parole incompiute e refusi nel testo che conviene togliere prima di pubblicare il documento.

    Rispondi

  • igor

    |

    qua bisogna anche telefonare in trasmissioni locali dove si parla di politica..bombardarli tutti assieme

    Rispondi

  • Lince

    |

    Sto divorando da giorni tutto ciò che trovo sulla MMT, documenti e video formativi.
    E’ interessantissima questa teoria; il saggio di Barnard poi, è terribilmente e realmente angosciante nelle sue implicazioni.
    Anche se non potevo per il “profondo rosso ” in banca, e per altri seri motivi, ho effettuato il versamento, ma ho una domanda su questa stupenda iniziativa del manifesto, come si riuscirà ad inserire tutto il lavoro sui quotidiani? saranno necessarie più pagine?
    Grazie
    Lynx

    Rispondi

  • Georgejefferson

    |

    Questo estratto dal documento ME_MMT Spiega l’impianto teorico della “follia” tanto e giustamente attaccata:

    “Si deve comprendere che la corsa all’export implica la dedizione al lavoro di masse di lavoratori e di mezzi per produrre beni e servizi che saranno goduti da altri fuori dall’Italia, e non da noi. In cambio ne riceviamo beni finanziari, che non solo sono assai precari, ma che finiscono sempre nel basket dei profitti delle corporation e sono solo in minima parte re-distribuiti ai cittadini. Inoltre, la corsa all’export nell’economia globalizzata impone tagli al costo del lavoro sempre più esasperati, con conseguente calo dello standard di vita dei lavoratori italiani. Non solo: la corsa all’export impone al governo di scoraggiare i consumi domestici il più possibile, per favorire l’esportazione dei beni prodotti dai lavoratori di casa. Anche questo danneggia l’economia.
    Il principio fondante di cui sopra si può formulare anche nel seguente modo: un governo sovrano che mantenga sempre le Piena Occupazione interna deve permettere solo le esportazioni necessarie ad acquisire importazioni.”

    Io personalmente non approvo quel:”riceviamo beni finanziari, che sono assai precari”

    Dollari son Dollari,o valuta forte,piaccia o meno,altro che precari.

    Ma per il resto trovo interessante l’ideale e noto le somiglianze(somiglianze,non uguale) “come impianto teorico”al

    http://en.wikipedia.org/wiki/Import_substitution_industrialization

    Come segnalato e giustamente sottolineato come non”nuovo”.

    Penso che comunque per “cambio di paradigma”ci si riferisce al fatto che il paradigma dominante e spinto dalla propaganda e’un’altro.Riassumibile dicendo”la legge del piu furbo a fregare gli altri”,manco il piu forte economicamente,e naturalmente alcuni paesi partono sempre in vantaggio…

    Non che un paradigma diverso non sia mai stato teorizzato o studiato o anche relativamente sperimentato in passato

    “nuovo”in questo senso.Ma capisco che “nuovo”sia un termine sbagliato e fuorviante.

    Questo non vuol dire che un paese deve seguire sempre e solo mercato interno(la famosa induzione ai contrari o 100 o 0,o bianco o nero)

    Un compromesso e’sintetizzato dal pensiero Bancor di keynes

    Ma qua parliamo di VOLONTA POLITICA DI CONCERTO A LIVELLO MONDIALE DI ETICA E GIUSTIZIA

    Non il Fmi/Bm

    Da qui il problema di fondo

    Come sempre.

    Il cambio di paradigma…meno consumi di stronzate,piu valore alla cultura,arte,lavori virtuosi.Io ci sto,ma milioni di italiani no,manco capiscono i fondamentali(non che sia io l’esperto).Gli accrescimenti culturali non avvengono nel breve.Specie se chi comanda spinge all’indietro.

    Questa gaia saggezza forse fra 300 anni.Parole di Barnard.

    intanto i piu sfortunati schiattano,tolto l’export tradizionale italiano.

    PER IL RESTO DEL CAPITOLO TRATTANTE LA QUESTIONE.CAPISCO L’INTENTO DI COMUNICAZIONE INDIRIZZATO AD UN CERTO TIPO DI TARGHET.MA DISAPPROVO IL METODO PERCHE SONO FRASI SEMPLICISTICHE TROPPO FACILMENTE ATTACCABILI E FRAINTENDITORIE,E SE SEPPUR “DIVERSI PARADIGMI”SIANO TEORIZZATI E DA COMINCIARE A DIFFONDERE,SPESSO IL METODO SI RITORCE CONTRO E STRUMENTALIZZATO.

    Questa la mia umile opinione,nulla di piu.

    Rispondi

    • Nirvana

      |

      Scusa George, ma
      1) io credo tu abbia frainteso il significato della parola “precari” – non credo il manifesto si riferisca alla valuta in se’ ( che poi comunque si’, i dollari sono buoni, ma altre monete un po’ meno), ma al fatto che gli spostamenti finanziari derivanti dall’export sono precari in quanto inaffidabili. Oggi vendi 1000 paia di scarpe alla Svezia, domani 10, per cui non hai introiti garantiti e prevedibili.
      2) non sono d’accordo con la tua critica : “…. sono frasi semplicistiche troppo facilmente attaccabili ….”. Per avvicinarsi alla gente devi parlare un linguaggio semplice. I paroloni degli esperti la gente ormai lo sa sono fuorvianti e in piu’ si rischia di non arrivare alla gente, non perche’ fraintesi, ma perche’ non letti dalle masse.
      3) credo che il tuo metodo trasformerebbe questo manifesto in un documento simile a quelli della carboneria massonica – solo per le elite illuminate.

      Comunque mi fa piacere che si discutano queste cose. Dobbiamo dialogare e stare uniti.

      Rispondi

    • Antonio

      |

      George,hai figli, nipoti, figli di amici? Ecco , lavora/iamo per le generazioni future , quelle che ci saranno tra 300 anni, e acquisterai/emo una qualità di vita che la morte non potrà distruggere, ovvero non faremo esperienza della morte…

      Rispondi

  • manuele

    |

    Immenso e eccezionale lavoro,da domani divulgazione attiva,c e’ lo chiede
    l Italia,un saluto al corriere della serva.

    Rispondi

    • Fausto

      |

      Il lavoro di Mosler, Barnard, Parguez e Forstater è incredibile, un grazie di cuore. Solo una cosa: prima di affermare che sarebbe stato pubblicato sul Corriere, non sarebbe stato meglio avere qualche certezza in più? Con questo tipo di azione bisogna essere praticamente impeccabili!

      Rispondi

  • francesco

    |

    Grillo stampella del regime, mmt la ruota di scorta

    Rispondi

    • Francesco CH

      |

      …e tu il vuoto pneumatico!

      Rispondi

    • Euroleso (leso dall'Euro)

      |

      Ti spiegheresti meglio?
      Il motivo della domanda è che non ti abbiamo capito.
      Il tuo sembra uno stato confusionale di un’infiltrato impazzito.

      Rispondi

  • Euroleso

    |

    Dire che il lavoro che avete fatto è splendido è un eufemismo.
    In effetti è spettacolare!
    Un documento che ha superato ogni aspettativa.
    Faccio circolare subito.

    Rispondi

  • Sandra

    |

    la teoria Bancor di keynes regolava l’equilibrio fra importazioni ed esportazioni: non escludeva le esportazioni. E’ davanti agli occhi di tutti il dramma di nazioni che sono costrette all’importazione, magari di beni di prima necessità, e non riescono opportunamente ad esportare perchè devono sottostari ai ricatti del FMI e delle grandi multinazionali globali. Almeno questo pericolo nell’applicazione della ME-MMT è scongiurato. Poi l’esportazione lega la tua economia ai capricci dei mercati destinatari della stessa.
    L’unica mia perplessità nell’applicazione del programma di salvezza MMT riguarda il fatto che i grandi gruppi che potrebbero investire in Italia, essendo fortemente controllati dallo Stato, potrebbero essere scoraggiati. Ma forse questo non è un male. Non ci manca nulla: abbiamo paesaggio, cultura, musei, eccellenze in tutti i campi dell’economia.
    Personalmente ritengo che il programma ME-MMT sia la speranza che ci fa andare avanti in attesa della sua applicazione.

    Rispondi

    • Marco Cavedon

      |

      Infatti guarda che Mosler non dice che l’esportazione deve essere azzerata, ma che conviene promuoverla nella misura tale che ci consenta di equilibrare l’import.

      Rispondi

  • Giancarlo

    |

    Ottimo e complimenti agli estensori e a tutti coloro che hanno permesso la creazione di questo Manifesto, però c’è un ma, e non è una ma di critica ma di integrazione. Il “ma” riguarda la mancanza di altri argomenti che esulino dal mero programma economico. Certo sappiamo tutti benissimo che l’economia è il motore, ma non il solo, di qualsiasi società, ma questo Manifesto è un programma politico e un programma politico serve per governare una società. Se gli estensori del manifesto non si candidano a guidare la società è inutile tutto quello che si è fatto fino a questo momento. Facendo un paragone abbastanza banale, ma non troppo, anche il Manifesto del partito comunista era un programma politico, non furono Marx ed Engels a metterlo in pratica ma i loro seguaci. Ovvio, quindi, che anche il Manifesto della ME-MMT debba essere un Manifesto che tocchi tutti i punti dei problemi della società. Banalizzo: se un domani una eventuale lista ME-MMT si presentasse alle elezioni e queste elezioni le vincesse, si troverrebbe a dover governare per mettere in pratica il programma del Manifesto. Ed in quadro internazionale come l’attuale, ad esempio, come potrebbe metterlo in pratica senza una nuova visione geopolitica? Come potrebbero il governo e la Nazione resistere alle intemperie dei mercati e dello spread? Come si potrebbe lanciare questo programa rivoluzionario avendo ancora in Italia le basi americane? Come si potrebbe uscire dall’euro e dalla UE senza avere alle spalle le irrinunciabili allternative? Come si potrebbe evitare il ricatto petrolifero senza avere altri mercati a cui attingere?
    Quindi, benissimo il manifesto, ma va integrato con analisi di geopolitica e di nuova politica estera, di nuove alleanze (Unione eurasiatica?), di nuove fonti di approvvigionamento (Venezuela, Iran, Russia?), senza una seria analisi geopolitica tutto questo bellissimo Manifesto rimarrebbe una splendida utopia e un eventuale governo ME-MMT durerebbe la bellezza di 2 settimana prima di essere travolto dai mercati, dallo spread e dai traditori interni.
    Primo passo, quindi, dopo il Manifesto dovrebbe essere questo e, chiaramente, la formazione di un soggetto politico nuovo che metta in pratica i fondamenti economici della ME-MMT.

    Rispondi

    • Luca

      |

      Gli arabi accetteranno anche la lira per il petrolio basta pagarli e cmq non ci sono accordi seri neanche adesso perché ogni anno con l arrivo del freddo cè la crisi del gas con i russi che minacciano la chiusura delle forniture tutto questo solo per aumentare il prezzo quindi gli accordi non servono a niente basta pagare

      Rispondi

  • annetta

    |

    è un lavoro unico e straordinario.

    Rispondi

  • Anonimo

    |

    Mettete le fonti per qualsiasi dato!

    Rispondi

  • george

    |

    Eccitante! Siamo all’inizio di una rivoluzione copernicana nell’economia e nella società. Le implicazioni, se ci pensate, sono incredibili, tutto un nuovo mondo da costruire. E’ soltanto il primo, piccolissimo passo, ma è nella direzione giusta. Non sono più pessimista: il futuro, il XXI Secolo, il Terzo Millennio, finalmente, è cominciato davvero!

    Rispondi

  • francesco

    |

    Grillo e la Mmt sono strumenti per incanalare e addomesticare la protesta sterilizzandola.

    Rispondi

    • Marco

      |

      Il vero problema è chi protesta non avendo ben capito quali sono le cause e le soluzioni al male…

      Rispondi

    • Antonio

      |

      Bene, Francesco, allora dacci tu la ricetta per uscirne, sapientone!

      Rispondi

  • Luca

    |

    Io intanto, in attesa di organizzarmi per divulgare di persona (volantinaggio, amici, conoscenti, colleghi di lavoro, organizzazioni di categoria, esponenti locali di partiti, ecc,, chi più ne più ne metta!), ho postato a manetta anche sugli odiati social network! In effetti, io ho conosciuto Barnard e la MMT proprio in questo modo, quindi….
    Cmq penso che se non vogliamo morire in attesa di una classe dirigente degna di questo nome, prima o poi, volenti o nolenti, bisognerà che questa cosa sfoci in un nuovo soggetto politico.

    Rispondi

  • Alessandro

    |

    Stanno occupando le scuole di tutta Italia e penso che non ci sia occasione migliore per divulgare la ME-MMT agli studenti.

    Rispondi

    • lorenzo

      |

      ..confermo, ottimo alessandro.. è uno dei punti cruciali.. chiunque ha la possibilità di diffondere ciclostili all’interno delle scuole superiori e/o università si adoperi… ovviamente non serve ciclostilare il “programa” x intero, basta la lettera finale presente prima dei cv… poi i ragazzi vanno a scaricarsela sui siti…

      Rispondi

  • Francesco

    |

    Bisogna agire come il ‘vero potere’, cioè puntare sull’informazione, sulla divulgazione,sul sostegno economico di chi ha di più, sull’immagine, sulla ramificazione della teoria e della conoscenza nei salotti del potere, nelle università e nelle forze politiche. Dobbiamo capovolgere il potere. Dobbiamo ritornare a sognare un mondo nuovo, con nuovi diritti e nuove politiche economiche. Non dimenticatevi mai questo: dobbiamo essere più scaltri del ‘vero potere’.

    Rispondi

  • francesco

    |

    Mmt e’ monotematica e ” tecnica” ma i problemi vanno ben oltre la moneta. Ci vogliono far guardare il dito

    Rispondi

  • Cristian

    |

    Molto ben fatto…i miei complimenti.
    Possibile che nessun politico abbia mai preso in considerazione questo principio di economia????????

    Rispondi

    • Antonio

      |

      Si , possibilissimo, ridimensiona i loro guadagni illeciti mascherati da legittimi!

      Rispondi

  • Luca

    |

    Oggi è il mio compleanno questo lo ritengo un regalo lo stamperó lo divulgheró a più persone possibili

    Rispondi

  • Luca

    |

    ragazzi, le pagine dei capitoli a pagina 15 non coincidono, bisognerà correggerle.

    Rispondi

  • Giancarlo

    |

    Mi sono riletto il Manifesto, e rimango sempre più convinto che il programma della ME-MMT debba essere messo in pratica e propagandato, anche a livello elettorale, da un Movimento politico che ad esso si ispiri. Il programma del manifesto non può essere delegato a nessun altro, pena il suo snaturamento. Bisogna agire in frettissima, bisogna strutturare subito il Movimento. Ci sono 4 mesi alle elezioni, Forse sono troppo pochi, anzi sicuramente sono troppo pochi, per cui questa scadenza risulta essere impraticabile, ma dopo le elezioni i guai continueranno anzi si aggraveranno ed il Manifesto deve avere un supporto politico pronto ed efficiente a sui disposizione.
    Non perdiamo tempo, anzi se bisogna fare tutto bene perchè, a volte, la fretta fa sbagliare.

    Rispondi

  • Ezio LM

    |

    Anch’io sono convinto che bisogna creare un movimento politico; bisogna coprire questo vuoto nella politica (o voragine); sento parlare la gente e ho notato che c’è una grande nostalgia per la nostra grande moneta che fu la LIRA, tutti la rimpiangono, c’è stata una persona che parlando della Lira si stava mettendo a piangere.
    Allora perché non fondare un movimento con un nome e una bandiera che si ispirino alla nostra moneta sovrana.
    A volte sogno a occhi aperti e sogno le Mille Lire di Giuseppe Verdi in una grande bandiera. La gente alla visione di essa esulterà di gioia e metà del lavoro di divulgazione della M E MMT sarà già fatto perché associeremo a questa bandiera il programma della MMT.
    La gente non aspetta altro, il segnale del cambiamento, l ‘imput per agire… i tempi sono maturi.

    Rispondi

  • d

    |

    Grazie.

    Rispondi

  • Nirvana

    |

    Ezio mi associo alla tua proposta. Io stessa quando penso alla lira devo confessare mi viene grande nostalgia. Si credo anch’io che avere un simbolo, una bandiera con la nostra vecchia moneta ci aiutera’ enormemente a divulgare.

    Rispondi

  • IO

    |

    Non se molti di voi lo sanno ma il Giudice Distrettuale di New York ha CONDANNATO l’Argentina a RIPAGARE i Titoli non ristrutturati dopo il DEFAULT del 2001 entro il 15 dicembre, pena un nuovo DEFAULT. Cosa ne pensate?

    Rispondi

    • redazione

      |

      “pena un nuovo DEFAULT”

      e come lo impone?

      Dario

      Rispondi

      • IO

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        Beh, non è che lo IMPONE. Il Governo argentino può fare due cose:
        1)FOTTERSENE della SENTENZA ( infatti ha già detto che farà ricorso alla Corte Suprema USA ) e fare DEFAULT su quei Titoli denominati in DOLLARI
        2)PAGARE quei Titoli in DOLLARI attingendo dalle sue RISERVE o contraendo un PRESTITO ( e quindi un nuovo DEBITO ) col FMI
        3) PAGARE quei Titoli in PESOS
        C’è un’aggravente: il giudice ( Thomas Griesa ) ha detto che se il Governo argentino non onorerà quei Titoli non potrà nemmeno pagare quelli già RINEGOZIATI dopo la conversione ( ma per quelli secondo me vale il punto 3)).

        Rispondi

  • Marcello

    |

    Io da tempo seguo i concetti di Paolo Barnard e li condivido pienamente. Il vero problema è l’informazione, la diffusione e la comprensione da parte della gente. Io discuto e consulto molte persone, purtroppo hanno molta presa i facili concetti della corruzione politica, degli stipendi e privilegi della casta, lo spreco del denaro pubblico….che seppure cose importanti da correggere, sono briciole rispetto al ladrocinio perpretato dalla gestione della Comunità Europea e Euro. Quindi se non troviamo il modo di diffondere su larga scala questi concetti, rimarranno parole morte; anche perchè la grande informazione non si preoccupa minimamente a quello che veramente interessa al popolo, ma solo quello che interessa alle proprie tasche.

    Rispondi

  • lorenzo

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    …ribadisco che il prossimo passo dopo il corriere è affissione di manifesti pubblici, almeno nei 101 capoluoghi di provinicia… va bene anche la grafica uscita oggi sul corriere, 50 manifesti 70×100 in ogni capoluogo… facciamoci i conti di quanto rimasto eventualemtne sul conto…
    questo è il prossimo passo tassativo e urgente x diffondere ancora più capillarmente il nostro pensiero

    Rispondi

    • redazione

      |

      costo medio?
      Dario

      Rispondi

      • lorenzo

        |

        difficile dirlo a priori.. nel senso che :

        1) bisogna capire di che quantità abbiamo bisogno, le affissioni normalmente vanno prenotate per tempo e pagate all’atto della consegna al comune (o chi x lui) dei manifesti

        2) ergo bisogna fare un giro preventivo , anche telefonico, ad ogni comune capoluogo x sapere costi e tempi di affissione, che spesso non sono cosi a breve.. sopratutto nelle grandi città, inoltre ci sono spesso anche dei quantitativi minimi x afffisione..

        3) saputo costi si decide quanti stamparne e chiaramente l’ottimale sarebbe stampare un unico lotto, se consideriamo indicativamente i 50 manifesti x 101 comuni capoluogo.. saremmo a 5050, metti un margine se ci sono dei comuni che ti chiedono minimali > di 50 fogli

        secondo me ci vorrebbe un referente x ogni capoluogo che si incarica di chiamare il comune e sentire tempi e costi di affissione (tassa pubblica), poi si mettono insieme i numeri e si valuta come proseguire…

        che dite ?

        Rispondi

  • Jack

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    Il MONOPOLI che conosco io è più semplice e più divertente!!

    Rispondi

  • Antonio

    |

    Certo sarebbe bello se i viscidi e infimi lecchini servi di Monti, che serve i padroni europei, che servono gli oligarchi americani, mettessero da parte il loro interesse e decidessero di attuare il programma enunciato sul Manifesto ME-MMT. Lo faranno? Credo di no. Concordo con alcuni post sopra che andavano in questa direzione. Questo potere è troppo forte e troppo sfacciatamente arrogante per cedere a simili provocazioni intellettuali ed eroiche. Cosa faranno se il Manifesto farà presa sull’opinione pubblica? Useranno la propaganda per distruggere l’immagine e il buon nome dei fautori del Manifesto, facendo credere a tutti che anche se i principi “potrebbero in teoria” essere giusti, non sono applicabili in un momento storico simile, perché creerebbero enormi dissesti in tutta la zona Euro con conseguenze catastrofiche per tutti. Questi sono i termini e questa è la strategia che usano e la gente ignorante o disperata che lavora tutto il giorno e non ha tempo per pensare alla MMT (cioè la maggioranza) ci crederà e continuerà a dare l’appoggio ai tecnici e ai progetti di dominio europei.
    Sapete cosa scardinerà gli aguzzini europei a partire dalla Grecia per seguire in Spagna e poi forse in Francia? IL POPOLO. Solo il popolo, senza i soliti istrioni e capetti, ha il potere di cambiare. Lo dimostra la storia, non c’è niente da dire. Per questo vi dico una cosa che ho già detto a molti seguaci della MMT e anche a Barnard (che probabilmente non mi ha ascoltato): tirate fuori i banchetti e andate nelle piazze e nelle strada in tutta Italia a parlare del Manifesto e a distribuirlo; andate a svegliare la gente DIRETTAMENTE, fuori dai centri convegni, e spiegategli che se non si prende la strada della MMT non andiamo da nessuna parte, né con Renzi, né con Grillo, né con Berlusca, né con qualsiasi altro riciclato della non- politica che ci è rimasta dopo la distruzione della prima Repubblica. TIRATEVI DIETRO IL POPOLO o non succederà niente.

    Rispondi

    • IO

      |

      “non sono applicabili in un momento storico simile, perché creerebbero enormi dissesti in tutta la zona Euro con conseguenze catastrofiche per tutti.” una spiegazione del genere non convince NESSUNO, nemmeno l’ultimo degli IDIOTI ( il che è grave per i politici da te citati ), anche perchè la situazione difficilmente può essere più CATASTROFICA di così ( a meno che non paventino un eventuale ATTACCO ALIENO ).
      “Questi sono i termini e questa è la strategia che usano e la gente ignorante o disperata che lavora tutto il giorno e non ha tempo per pensare alla MMT (cioè la maggioranza) ci crederà e continuerà a dare l’appoggio ai tecnici e ai progetti di dominio europei.” dipende da come la si spiega, se si studia un metodo di COMUNICAZIONE EFFICACE e di IMMEDIATA COMPRENSIONE lo capisce anche un DEMENTE ( lo dico per esperienza personale ).

      Rispondi

    • IO

      |

      Non so se mi spiego ma il programma dettagliato della MMt è COMPARSO OGGI sul PRINCIPALE QUOTIDIANO NAZIONALE che è LETTO dal MAGGIOR NUMERO di PERSONE. Già solo a pensare alle CONSEGUENZE dà da RIFLETTERE.

      Rispondi

    • One Euro

      |

      Ciao Nirvana,
      vorrei consigliarti questo articolo: Ma è possibile uscire dall’euro e adottare in Italia le politiche della Teoria Monetaria Moderna?

      Poiché la tesi dell’uscita della lira dall’Euro è legata alle teorie della Moderna Teoria Monetaria, bisogna cercare di capire che cos’è quest’ultima, portata avanti soprattutto dalla sinistra del Partito Democratico americano (tra i suoi più accesi sostenitori c’è l’economista James K. Galbraith, docente di Scienza delle Finanze all’università del Texas, figlio del celebre economista John Kenneth Galbraith, il più grande studioso della crisi del ’29, consigliere, non si sa se ascoltato o meno, di Barack Obama).

      Essendo una teoria propugnata da quella parte della sinistra americana che si è battuta affinché fosse eletta Janet Yellen alla guida della Federal Reserve (a proposito, c’è qualcuno che ha capito il sacro mistero del perché Obama preferisse Lawrence Summers, noto trafficante di Wall Street, consulente di hedge fund, ispiratore della nefasta politica di deregulation sotto la presidenza Clinton, alla Yellen, che ha sempre lavorato nel pubblico e a Wall Street non ha mai messo piede?), solo per questo andrebbe presa molto sul serio anche dalla sinistra nostrana, sia quella renziana che quella cuperliana o lettiana, che sulle questioni economiche è ancora danneggiata pesantemente dalla disastrosa decisione di sposare le teorie neoliberiste, proprio nel periodo in cui la MMT cominciava ad affermarsi, all’inizio degli anni Novanta.
      Continua la lettura:
      http://www.oneeuro.it/2013/11/26/ma-e-possibile-uscire-dall-euro-e-adottare-in-italia-le-politiche-della-teoria-monetaria-moderna

      Rispondi

  • Luca

    |

    Ho comprato il Corriere oggi per vedere che cosa ne è uscito… la pagina è bella e accattivamente ma è stata messa tra l’Estero. Il giornale oggi è stato comprato solo per le primarie PD, dunque pochi lettori sono arrivati a quella pagina probabilmente… speriamo che siano sufficienti…

    Rispondi

  • Antonio

    |

    “IO”, il programma è scritto divinamente e in maniera egregiamente chiara e comprensibile. Sto dicendo che la gente comune, che vive bombardata dalla propaganda giornaliera, alla fine, per paura, sceglie sempre la strada vecchia, anche se comprende la nuova “a pelle”. Guarda cosa è successo in Irlanda e in Grecia con il referendum e le elezioni rispettivamente: l’Irlanda, un popolo di combattenti rivoluzionari per eccellenza, ha rinunciato alla sua sovranità con un referendum, nonostante fossero tanti i contrari, ma ha comunque vinto la maggioranza (questa è la fregatura della democrazia). Per far capire, ci vuole il rapporto diretto nelle piazze.

    Rispondi

  • Antonio

    |

    Magari bastasse che la gente leggesse sul giornale per cambiare… Presto ci saranno le elezioni e la gente voterà perché non ha ancora capito o accettato la situazione reale, e cioè che c’è stato un vero e proprio colpo di stato e che le elite di potere che vi si nascondono dietro mirano alla destabilizzazione e alla depauperazione del nostro paese per arraffarne le ricchezze, i beni ed i servizi. E i politici che vinceranno le elezioni porteranno avanti questo disegno dai servi che sono, non applicheranno la MMT.

    Rispondi

  • Cody Maverick

    |

    Ho comprato anche io il giornale ieri… Condivido abbastanza con Luca il commento sul giorno d’uscita concomitante con i risultati primarie. Io sinceramente sfogliando velocemente il giornale non ho trovato subito la pagina perché, ad un occhio distratto o a una persona che non è a conoscenza dell’evento, sembra una pubblicità e ha alta probabilità di essere ignorata. La prossima volta, sempre se le clausole del contratto lo permettono, userei lo stesso tipo di font del giornale, con le stesse differenze di font-size tra titoli e sottotitoli. Metterei inoltre un titolo d’impatto “per la gente”, più marcato, tipo che ne so: “Uscire dall’euro è possibile!!!”, “Come salvare l’Italia uscendo dall’euro”, “Tornare alla lira”. E poi il resto del testo del manifesto che era impeccabile, sintetico ed efficace. Insomma quello che voglio dire è che risaltava poco all’occhio di quelle persone (anche di una certa cultura) che se gli parli di MMT cambiano espressione e guardano altrove perché per loro parli di cose che non stanno ne in cielo ne in terra. Comunque sono stato contentissimo della pagina. E’ stato un passo piccolo, ma verso una direzione davvero alternativa. Mi ha dato per un giorno quella piccola luce di speranza che non ho mai avuto da nessun’altro evento socio-politico.

    Rispondi

  • Giuseppe Trucco

    |

    Ho scritto una lettera aperta a Barnard, esprimendo tutte le mie perplessità sull’idea di creare un programma così articolato e sperare che una forza politica terza lo adotti tale e quale. Non che mi illuda che non censurerete anche questo mio commento, almeno dovreste avere tuttavia l’onestà intellettuale di non lamentarvi della censura mediatica contro di voi…

    http://www.truccofinanza.it/finanza/barnard-sei-tu-che-ti-fai-del-male-da-solo/

    Rispondi

    • redazione

      |

      Giuseppe Trucco, nessun tuo commento è stato censurato.
      Buona Giornata
      Valentina Rocchi

      Rispondi

      • Giuseppe Trucco

        |

        Riconosco di essermi sbagliato, il fatto è che credo di aver postato già altre 2 volte in questa pagina ma vedevo i commenti in attesa di moderazione, poi però non li ho più rivisti, mi sorge il dubbio che abbia sbagliato qualcosa io e li abbia postati altrove, e nel dubbio ritiro tutte le accuse!
        Mentre ci sono volevo domandare questo. In passato c’erano 2 prof della Bocconi e forse altri ancora che avevano avvicinato il movimento e partecipato ai corsi di formazione e via dicendo, cioè credo fossero allineati alla MMT. E’ dato sapere il loro giudizio sulla recente trasposizione della dottrina MMT in questa versione un pò estrema (secondo i miei gusti magari) di programma economico? E gli altri MMTs “licenziati” per indegnità morale, sono pienamente in sintonia con la ME-MMT?
        Io vorrei sensibilizzare voi attivisti dello staff, che verosimilmente avete rapporti più stretti degli altri con Paolo Barnard, a farlo riflettere sul fatto che questi prof di economia magari siano contrari a dei punti del programma, perché se gli stessi simpatizzanti della MMT o addirittura gli stessi economisti MMTs diversi da Mosler prendessero le distanze da questo programma, allora figuriamoci quali possono essere le reazioni degli esponenti politici cui lo andremo a proporre…

        Rispondi

        • Daniele Basciu

          |

          Probabilmente ti riferisci ai docenti Amato e Fantacci, che hanno partecipato a un convegno a Cremona insieme ad Alain Parguez. Hanno presentato un modello di camera di compensazione di credito, una moneta locale, su cui stanno lavorando a Nantes. E’ un progetto di moneta complementare che prevede l’affiancamento all’Euro. Che io sappia non sono allineati alla MMT, nè lo erano all’epoca. Comunque per sapere con esattezza il loro giudizio è opportuno che tu scriva a loro, credo. I contenuti della ME-mmt e del Programma di salvezza economica sono l’esito del lavoro di Warren Mosler, Alain Parguez, Mathew Forstater, e dei summit di Ottobre.
          Il programma è un programma rivoluzionario, la MMT è rivoluzionaria. Se non fosse necessaria non saremmo qui, non avremmo tutti lavorato per questo. Le reazioni della maggior parte degli economisti accademici e degli esponenti politici verso il programma sono abbastanza prevedibili; non avrebbe alcun senso, per noi, snaturare il programma per renderlo attrattivo verso chi lo osteggia.

          Rispondi

          • Giuseppe Trucco

            |

            E per quale ragione dici che non avrebbe alcun senso? Secondo te se un candidato alle primarie del PdL ad esempio vincesse le primarie e poi le elezioni, oppure il M5S, soltanto con un programma “light” che parla di uscire dall’euro, fare deficit molto grandi con cui poter finanziare tagli di tasse ed aumento della spesa pubblica, secondo te non sarebbe già un forte miglioramento rispetto ad oggi? Secondo te è più saggio dire che invece non può adottare nessun programma di MMT se non accetta tutto il “pacchetto”? Se per assurdo il partito XY fosse l’unico a mettere nel programma l’uscita dall’euro e l’adozione di politiche filo-MMT tu non lo voteresti? Con la politica del “tutto o niente” non si otterrà niente. E’ questo che io contesto maggiormente, non tanto il fatto che il programma contenga anche quelli che secondo me sono degli errori che nemmeno Stephany Kelton o altri MMTs avallerebbero. Però rispetto la scelta di Barnard e la tua, dovrò solo cercare qualche altro movimento “sovranista” più ragionevole da sostenere, peccato che non ce ne siano molti in giro, perché una cosa a favore di Barnard va detta: che si siano sbattuti come lui per anni e anni non ce ne sono molti in giro. Se solo fosse stato un pò meno oltranzista forse il Paese avrebbe avuto una speranza, invece così abbiamo terminato il percorso costruttivo e andrete a sbattere contro le pale di un gigantesco multino a vento.

            Rispondi

          • Daniele Basciu

            |

            Non avrebbe senso che il programma “light” parta da qui, che parta già “light” da chi ha denunciato il colpo di stato finanziario in ogni sede e con ogni mezzo. E’ anzitutto la realtà ad essere radicale, e il programma è un’alternativa a questa realtà che è una tragedia radicale. La proposta MEmmt “full” è questa, poi è nel ventaglio del possibile (e senz’altro improbabile) che un domani ci sia chi potrebbe decidere di applicarne solo una parte, e magari accoglierà solo quella parte, apportando un miglioramento rispetto ad oggi.
            Sui presunti “errori”: il programma è l’economia di Mosler.
            Peraltro la realtà è che se Barnard fosse stato un po’ meno oltranzista non saremmo neanche qui a discutere di MEmmt, ora.
            Siamo in questo disastro di depredazione delle sovranità proprio grazie ad anni di “ragionevolezza”, questo è un fatto.

            Rispondi

          • Fr@ncesco

            |

            Ciao Daniele,

            sono Francesco (Fr@ncesco) di cobraf.

            Sono stato contattato da un gruppo di cui fa parte anche questa autorevole signora che come tu ricorderai era venuta al convegno di Rimini di ottobre:

            http://www.youtube.com/watch?v=wX8PSKcEZ4E

            diciamo che anche loro stanno cercando di fare qualcosa, e loro sono in contatto con quei neokeynesiani americani tipo Krugman e Stiglitz.

            Ho però l’impressione che facciano molta fatica a districarsi nella situazione italiana, e lo credo bene visto che è difficile da comprendere pure per un italiano…

            Così mi è stato un po’ spiegato come la MMT è vista negli USA e poi mi è stato chiesto se faccio parte “dell’entourage di Barnard” (!!!) … Quindi io preferirei, se fosse possibile, indirizzarli per un contatto diretto verso di te.

            Se hai piacere, mandami la tua mail a questo indirizzo (oppure a cameragnig m a i l . c o m), altrimenti lasciami qui un indirizzo mail così lo giro a loro.

            Rispondi

          • Fr@ncesco

            |

            cameragniCHIOCCIOLA g m a i l . c o m

            Rispondi

    • Antonio

      |

      Giuseppe, ho letto la tua lettera di sfuggita e la rileggerò stasera. Ti ringrazio per avermi inserito nei tuoi recipienti, visto che mesi fa ne avevo scritta una anche io. La leggerò con attenzione stasera.

      Rispondi

  • Giancarlo Algieri

    |

    Ed ora avanti tutta, con la determinazione che hanno avuto ed hanno tutti i Giornalisti Coraggiosi e gli attivisti consapevoli. Noi tutti possiamo far inceppare “the machines” , inserendogli nel cuore l’unica bomba che puo’ distruggerla. L’economia per il bene del 99% dei cittadini.

    Vi lascio con le parole di Vik:

    …io che non creado alla guerra, non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera; semmai vorro’ essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire, fra cent’anni, vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva nelson mandela : “Un vincitore e’ un sognatore che non ha mai smesso di sognare”. Vittorio Arrigoni : Un vincitore.

    http://giornalisticoraggiosi.dyndns.info/root/?p=1082

    Rispondi

  • Marino

    |

    Bravi …complimenti!!!!!!!
    Peccato che i media non ne parlano …..

    Rispondi

  • MAX

    |

    Ciao a tutti.

    Purtroppo temevo che accadesse questo… ci ignorano, girano la testa dall’altra parte!!!
    I giornali e le tv rispondono agli interessi elitari, non ai nostri.

    Penso che l’Euro e l’Europa presentino così tante rigidità e asimmetrie (oltre a interessi contrapposti) che, purtroppo, con la nostra attuale classe dirigente, abbiamo ben poca speranza di usare veti nel nostro interesse nazionale durante i consigli europei.

    Spesso assistiamo a passarelle fotografiche di cui non percepiamo i contenuti decisionali… e non a caso.

    Se a ciò aggiungiamo che Monti ritiene che la crisi e l’insicurezza siano fattori positivi e determinanti per “forzare” i popoli all’integrazione europea (come dichiarato alla LUISS a febbraio, ove parlò di “costo psicologico” del non procedere in tale direzione) in un’ottica alla Milton Friedman… non c’è da essere ottimisti sull’adozione di politiche keynesiane nel prossimo futuro… ecco perchè spero che le prossime elezioni non portino ad un Monti bis ed al suo carico di politiche dello shock economico, dell’insicurezza e proletarizzazione del ceto medio.
    In ogni caso sarei personalmente assai favorevole ad un ritorno alla sovranità monetaria dell’Italia, scendendo dal Titanic del “fiscal compact”, di Maastricht, del Trattato di Lisbona e del MES…

    Occorre fare un salto di qualità e trovare sponde politiche sia a destra che a sinistra… il centro è ormai compromesso.

    Massimiliano

    Rispondi

  • Alessandra Mammola

    |

    Un lavoro eccellente.
    Ora bisogna trovare un metodo per divulgare la MMT in modo semplice e chiaro. Le persone intelligenti e raffinate nell’anima percepiscono la verità dei contenuti e bisogna coinvolgere sempre più persone per costruire,creare un movimento di cittadini italiani che intendono riappropriarsi dei loro diritti.
    Bisogna puntare sulla necessità interiore dei cittadini italiani di voler spezzare il meccanismo dei nostri governanti di usare il denaro pubblico per interessi personali.
    Bisogna far crescere la MMT con partecipazione crescente attraverso il passaparola selettivo,con molta pazienza,altrimenti si finisce di fare l’errore del Movimento 5 stelle: piazze piene e seggi vuoti rispetto alla proporzione.

    Rispondi

    • Anna

      |

      Condivido a pieno quello che hai scritto. Solo attraverso l’azione si puó creare momentum, coinvolgere e sensibilizzare. Non solo qualunque attivitá necessita di idee, teorie e informazioni ma anche un programma strategico di diffusione che veda la partecipazione di tutti coloro che leggono e sostengono questo blog.

      Rispondi

  • lucaSI

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    ma le telecamere di “ultima parola” sono state al summit di rimini o no? e se ci sono state hanno trasmesso qualcosa durante il programma? io non seguo la TV, chi mi sa rispondere? magari anche dicendo in quale puntata hanno trasmesso gli spezzoni, sempre se lo hanno fatto,

    grazie

    Rispondi

  • Antonio

    |

    Denunciato Van Rompuy e il “quartetto” alla Corte Europea dei Diritti Umani da una coppia di cittadini tedeschi. Avete intenzione di sostenere?
    http://www.ecplanet.com/node/3654

    Rispondi

  • ineffetti

    |

    Questo progetto è convincente, purtroppo penso che non troverà alcun partito disposto ad attuarlo. Questo perchè lo si attaccherà da due fronti, ossia dalla parte di chi è per l’euro e dall’altra parte da chi è per la decrescita felice perchè vede in questa idea il rischio di aumentare in maniera esponenziale il consumismo e quindi la distruzione di materie prime e della natura. A questo proposito questo piano ME-MMT come risponde ? La ossessionante ricerca di produzione è comaptibile con la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse della terra ? L apiena occupazione chiede merci perchè la produzione di merci crea occupazione , ma non si rischia così sia la distruzione del pianeta sia la saturazione del mercato ? Almeno quello interno e quindi ciò andrebbe contro la vostra idea che l’exportazione fa male ? Grazie e spero che qualcuno risponda queste mie domande .

    Rispondi

  • IO

    |

    Un’osservazione. Mosler ha detto che il PETROLIO è PREZZATO in DOLLARI ma si può ACQUISTARE in qualsiasi VALUTA, ma allora come mai di recente è stata data sbandierata come RIVOLUZIONARIA la decisione della Cina di ACQUISTARE PETROLIO in YEN ( e NON PIU’ IN DOLLARI ) sulla Borsa Valori dell’Isola di Kish in Iran? E’ solo il solito CAN CAN MEDIATICO per NULLA ( come siamo abituati ) o c’è qualcosa di vero?

    Rispondi

  • IO

    |

    Errata corrige ( me ne scuso ): Ho scritto YEN al posto di YUAN. La Cina ha deciso di ACQUISTARE PETROLIO in YUAN ( ossia la sua VALUTA ) e non più in DOLLARI sulla Borsa Valori dell’Isola di Kish in Iran. Cosa c’è di vero? Lì viene PREZZATO o PAGATO in una VALUTA diversa dal DOLLARO per la PRIMA VOLTA?

    Rispondi

  • GL

    |

    Mi fate paura. C’è qualcuno tra di voi che dopo aver letto il programma ha verificato se dice cose vere e se per caso l’Italia che vorrebbe non assomiglia ad un Italia che c’è già stata, e voi chi siete un movimento di yuppies nostalgici della Milano da bere ?
    Scusate non volevo offendere, so che non lo siete ed appunto per questo vi invito a verificare bene ciò che c’è scritto prima di lanciarvi in comodi entusiasmi. Non esiste un bottone economico per uscire dalla crisi, non è così facile ormai, tornare indietro non si può oppure si ma non certo per andare a star meglio come credete voi, molti in buona fede ne sono sicuro. Un consiglio, pensate a come migliorare il sistema Europa, ve ne saranno grate le generazioni future.

    Rispondi

    • redazione

      |

      Tu hai verificato? Se si, quali incongruenze hai notato?

      Dario De Angelis

      Rispondi

  • Marco

    |

    salve a tutti, vorrei porre una questione. la MMT si basa sul principio della creazione di denaro dal nulla e quindi su una crescita indeterminata della ricchezza della popolazione di uno stato. ma come si concilia questo con il problema della limitatezza delle risorse naturali? perchè se questo modello economico non viene integrato con il paradigma della sostenibilità della dimensione ecologica, questa corsa alla ricchezza diventa una follia… il modello della MMT sembra di fatto antitetico rispetto al modello della decrescita, ma potrebbe mai competere abbastanza efficacemente con esso nella ricerca di una soluzione a queste problematiche?

    Rispondi

  • GL

    |

    I Trattati europei, in particolare quelli
    associati all’Eurozona, ci hanno tolto la sovranità costituzionale, quella
    parlamentare e quella monetaria. Ci hanno tolto tutto.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Lisbona.

    Leggilo e dimmi dove ci hanno tolto la sovranità costituzionale e quella parlamantare.
    Ed in paricolare:
    “è stato tolto ogni riferimento esplicito alla natura costituzionale nel testo: sono stati eliminati i simboli europei e si è ritornati alla vecchia nomenclatura per gli atti dell’UE: tornano “regolamenti” e “direttive” al posto delle “leggi europee” e “leggi quadro europee”

    Siccome gli accordi di Lisbina sono al 96% uguali alla costituzione europea ecco il link da leggere:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_europea

    Ancora ti chiedo da dove deduci che ci hanno tolto la sovranità costituzionale e quella parlamentare ?

    Infatti l’Italia della Lira era nel 2000 la prima in Europa per produzione
    industriale, oggi siamo fra gli ultimi. Nel 2000 la Germania era ultima in
    Europa per produzione industriale, oggi è prima. È forse possibile che
    l’intero sistema industriale italiano, che per decenni ha fatto la nostra ricchezza,
    si sia ‘suicidato’ in soli 12 anni? O l’Eurozona ne è la vera causa?

    http://it.wikipedia.org/wiki/Elenco_degli_stati_europei_in_base_al_PIL

    Ed in particolare vedasi i dati di germania e italia.

    Non si deve infatti confondere la condizione dello Stato che emette la
    propria moneta sovrana con quella dello Stato che usa una moneta altrui,
    come è oggi l’Italia nell’Eurozona. È solo nel secondo caso che lo Stato
    è costretto a spendere tassando prima i cittadini o facendosi prestare i
    fondi. Lo Stato a moneta sovrana ha come unici limiti di spesa l’ideologia
    economica vigente, non fattori obiettivi. Infatti è corretto dire che,
    poiché questo tipo di Stato ha l’esclusiva nell’emissione di moneta dal
    nulla, per esso la spesa e gli introiti sono solamente abitudini contabili,
    non ricchezza vera che entra o esce. Quindi preoccuparsi del fatto che
    lo Stato a moneta sovrana possa esaurirla, cioè fallire, è come pensare
    che un professore di matematica possa esaurire i numeri. Ne consegue
    infine che questo Stato non avrà mai problemi di solvibilità del
    proprio debito, sia che esso appartenga a creditori italiani che esteri.

    Esitono i tassi di cambio , la bilancia dei pagamenti, il debito estero in valuta estera.
    Ma andiamo sotto che si vedrà meglio.

    Il default. È impossibile che uno Stato con moneta sovrana possa
    essere costretto al default. Questo perché essendo egli il detentore
    della propria moneta, ha capacità illimitata di onorare il suo debito
    puntuale e sempre. I mercati non possono mai in questo caso aggredire
    l’economia dello Stato.

    Argentina insolvenza del debito anni : 1982, 1989, 2002, 2004. E prima ancora 1890, Barings Brothers (grande gruppo bancario) sull’orlo del fallimento a causa di un investimento in attività finanziarie argentine quando il governo argentino aveva dichiarato l’insolvenza sul prorpio debito estero. (fonte Niall Ferguson)

    Nel 1882 Egitto (gli inglesi lo hanno invaso, tanto per fargli capire)
    Nel 1876 Turchia (anche qui agli inglesi non è andata giù)
    Il Venezuela, nel 1982, 1990, 1995-1997, 1998 e 2004.

    Moldavia – 2002
    Uruguay – 2003
    Repubblica Dominicana – 2005
    Belize – 2006
    Ecuador – 2008

    Ce ne sono altri se vuoi continuo.

    Il debito ‘pubblico’ non è il debito dei cittadini. Lo Stato non è una
    famiglia. Il governo di uno Stato con moneta sovrana spende accreditando
    conti correnti, o emettendo titoli che costituiscono, fra le altre
    funzioni, il risparmio degli acquirenti. Quindi, non dovendo lo Stato
    prendere in prestito dai privati prima di spendere, è chiaro che il debito
    (la spesa) dello Stato con moneta sovrana è precisamente l’attivo
    dei cittadini (settore non-governativo). Non è mai il debito di cittadini,
    delle aziende o dei nostri figli/nipoti. La regola secondo cui un buono
    Stato deve spendere come una brava famiglia è falsa e dannosa. Questo
    Stato si indebita solo con se stesso, il suo debito è solo una figura
    contabile denominata nel denaro che esso crea dal nulla. La famiglia, al
    contrario, non può inventare il suo denaro, e ha ben altri limiti di spesa.

    Credo sia noto che fuori dall’Italia vi sono altri paesi ed altre economie, con monete prorpie e tassi di cambio fluttuanti (e mi riferisco ai tassi nominali e ai tassi reali, nominale è il tasso a cui è possiblile cambiare due valute, reale è il tasso a cui è possibile acquistare beni e servizi in termini di beni e servizi di un altro paese) Ora se un bene in Italia cresce di prezzo del 10% (a causa per esempio dell’inflazione, e non voglio fare polemiche su cosa innesca l’infalzione so bene che non è solo lo stampare moneta) e contemporaneamente il tasso nominale di cambio negli stati uniti varia del 10% significa che noi dobbiamo pagare il 10% in più per quel bene mentre gli americani lo pagano uguale.
    Lo stato che si indebita solo con se stesso è possibile se ci trasferiamo, solo noi Italiani, sulla luna oppure se chiudiamo definitivamente le frontiere e facciamo un economia strettamente interna come la Corea, sì la Corea si indebita solo con se stessa.

    Le esportazioni sono un costo, le importazioni sono vera ricchezza per
    il Paese. Il principio fondante di un’economia funzionale al bene del
    99% dei cittadini è il seguente: la vera ricchezza sono i beni e i servizi
    prodotti internamente, più quelli che il resto del mondo ci invia.
    Questo principio è supportato non solo dall’evidenza logica, ma anche
    dall’analisi veritiera delle economie dei Paesi che si sono gettati
    sull’export, in primo luogo Cina, Giappone e Germania. Contrariamente
    a quanto di solito detto dai media genericisti, questi Paesi soffrono
    disfunzioni interne gravi, come il crollo dei consumi, cali significativi
    dei redditi reali, aumenti esasperanti dei ritmi lavorativi. Gli Stati
    Uniti, al contrario, sono e rimangono la prima potenza economica del
    mondo, e non per nulla dedicano alle esportazioni una quota minore
    d ell’economia, che è all’89% domestica e basata sulle importazioni.

    E’ incredibile che lo diciate voi, guarda caso l’inflazione aiuta le ESPORTAZIONI e disincentiva le IMPORTAZIONI, chi vorrà essere pagato da una lira che vale un terzo dell’euro per importare ciò che qui non c’è (non siamo gli Stati Uniti, non abbiamo materie prime ed energia). Il vostro sistema ci riporterebbe indietro all’italia degli anni 70 e 80 dove le spirali inflazionistiche si susseguivano, certo c’era la Milano da bere e la gente se la godeva…..ma guarda caso poi qualcuno si è ritrovato a pagare, quando il debito inesistente è diventato reale entrando in Europa. E i garofani rossi e gli scudi crociati lo sapevano , l’europa è un progetto che comincia nel 1950, credi che gli importasse di noi ?
    Vogliamo ricominciare da lì ? Avete figli ?

    Posso continuare, magari dopo Natale, auguri.

    Rispondi

    • D.

      |

      @GL,

      Il Trattato di Lisbona ci ha tolto la sovranità costituzionale, perché l’ha completamente svuotata di valore essendo questa sottomessa a quella europea.
      Il Trattato di Lisbona ci ha tolto la sovranità parlamentare poiché il nostro Parlamento è costretto a approvare leggi che non vadano, in alcun modo, a scontrarsi con quelle europee, che sono vincolanti. L’attività del Parlamento italiano consiste, per lo più, nell’approvazione di ordinamenti europei, non abbiamo più autonomia legislativa.

      Uno Stato a moneta sovrana che abbia denominato il suo debito pubblico nella moneta che emette non può essere costretto da nessuna forza esterna a fallire. Questo lo sottolineo. I Paesi fallivano perché applicavano il gold standard o un regime di cambio fisso, infatti questa non è la sovranità monetaria che intendiamo noi. Uno Stato a moneta sovrana può fallire per scelta autonoma e volontaria, non perché “è a corto di denaro”.

      In merito ai tassi di cambio fluttuanti, per lo Stato sono sempre nominali, il debito è finanziario e nominale; se si svaluta è un problema di chi lo detiene, non di chi lo ha emesso. Tutti gli Stati occidentali con moneta sovrana stanno emettendo debito a tassi reali negativi, lo hanno fatto per 40 anni dopo la 2A guerra mondiale

      Grazie ai programmi di lavoro garantito non ci saranno spirali inflazionistiche poiché tali programmi garantisco la stabilità dei prezzi.

      Saluti,
      Dario De Angelis

      Rispondi

    • Marco Cavedon

      |

      Eh sì caro GL, in effetti almeno qualche riga del programma l’hai letta, ma se non lo leggi tutto per intero fai fatica a capire. Ti mancano poi molte altre cognizioni fondamentali, anche base per capire l’economia.

      Sul PIL hai preso un abbaglio: il link da te citato riguarda i dati dal 2007, noi parliamo dei dati pre ingresso nell’euro (2000) e di produzione industriale, non del PIL totale.

      Sulla fallibilità degli stati a moneta sovrana, tutti i casi da te citati rigurdano indebitamento in valuta esterna o casi in cui era ancora in vigore il gold standard (es. l’Argentina non aveva piena sovranità monetaria in quanto aveva legato il peso al dollaro nel rapporto 1:1) e comunque se i creditori speculano non accettando il pagamento in peso (una volta sganciato dal dollaro) il problema è loro, non è l’Argentina.

      Sull’inflazione, se i prezzi in un paese estero aumentano loro possono sempre adeguare i salari all’inflazione perchè possono emettere moneta anche per sostenere i redditi, noi non possiamo più farlo quindi per noi la situazione per l’import da quei paesi oggi può solo peggiorare.

      Per l’export si vede che hai letto poco o nulla del programma. L’export costringe a deprimere i consumi interni per esportare beni e/o servizi che non saranno goduti dalla nostra popolazione e questo è un vero costo, il denaro è solo una unità contabile dei beni reali (concetti da prima anno dei corsi di economia). Deprimendo i consumi interni l’economia del nostro paese peggiorerà come insegna il Giappone che ristagna da 10 anni e che ha fatto uno spolverone di PIL solo in seguito all’emissione di moneta nel 2010 per la ricostruzione dopo lo Tsunami. Inoltre hai confuso la svalutazione della moneta con l’inflazione. Il Giappone tramite la BOE ha annunciato una politica di acquisto infinito di dollari per mantenere basso il valore dello yen, nonostante ciò la sua inflazione è pari quasi allo 0% e lo yen svalutato è una delle monete più richieste come riserva. E anche il Giappone importa tutte le fonti energetiche dall’estero.

      Rispondi

    • Marco Cavedon

      |

      Ai vostri figli voi neoliberal non mi pare che stiate consegnando un futuro molto prospero con i vostri sistemi.

      Rispondi

  • Antonio

    |

    @GL: certo che devi continuare, hai demolito, ora PROPONI , troppo facile demolire senza costruire! buon anno, sapientone!!

    Rispondi

    • Marco Cavedon

      |

      Oltre a non aver proposto, non ha demolito un bel nulla, anzi… si è demolito da solo dicendo un mucchio di sciocchezze tutte scollegate tra loro e senza alcun filo logico. Non dare peso a questi guerriglieri della playstation…l’economia è una cosa seria, non da bambini.

      Rispondi

  • Vulka

    |

    Una pippa politica! Dove è scritto che la sovranità è parlamentare in Italia? Forse lo sostiene chi aderisce alla politica di quei malfattori, ma non certo alla Carta Costituzionale che sancisce “il popolo sovrano”.
    Questo è travisare la realtà. Prima di leggere pensate e prima ancora prendete bene visione!

    Rispondi

  • Alberto

    |

    Non capisco l’entusiasmo degli altri lettori! Il piano di Barnard e soci, aldilà dei tanti paroloni utilizzati, prevede semplicemente di:
    a) uscire dall’euro e ritornare alla lira;
    b)cominciare a stampare banconote a più non posso per finanziare la piena occupazione – insomma per creare posti di lavoro fittizzi – insomma per dare alla gente uno stipendio per non fare niente o quasi! Con la convinzione che tutto questo dovrebbe risanare l’economia italiana.

    Ragazzi, non funziona! Per spiegare perchè ci vorrebbe molto spazio e non credo di averlo, mi limito solo a dire che creare moneta dal nulla non farebbe altro che aumentare l’inflazione e fra 10 anni ci ritroveremmo con un debito pubblico non doppio ma 10 volte maggiore a quello che abbiamo adesso.

    Io personalmente ho una idea migliore: nazionalizzare le banche. Le loro enormi risorse, accumulato nel corso degli ultimi 50 anni, servirebbero a ripianare il debito pubblico italiano. E poi lanciare una vasta campagna di costruzione di infrastrutture che – quelle sì! – creerebbero milioni di nuovi posti di lavoro.

    Rispondi

    • Marco Cavedon

      |

      Ma neanche per idea.
      Il piano di piena occupazione prevede la creazione di posti di lavoro in via temporanea e nei settori non di pertinenza del privato, quali i lavori green e dei servizi alle persone, oltre che a lavori di formazione per far sì che le imprese siano più motivate ad assumere personale preparato.
      Per l’inflazione, considera che negli anni 80 – 90 abbiamo avuto la più forte immissione di nuova massa monetaria al netto per il settore non governativo (e non c’era nessun programma di piena occupazione) e l’inflazione è sempre calata.
      L’Italia è un paese operoso e produttivo (contrariamente a quello che dicono i media genericisti e lgli europeisti) e da questo piano anche il settore privato ne trarrebbe pieno giovamento, poichè in qualsiasi caso è molto meglio che esista una popolazione con un reddito da spendere anche per l’economia privata.
      I prestiti bancari non possono risolvere il problema, sono soldi immessi non al netto nel settore non governativo e l’economia non può riprendere senza nuovo denaro al netto spendibile.
      Le infrastrutture possono essere create solo tramite una spesa a deficit dello stato, perchè il settore non governativo non dispone delle immense quantità di denaro necessario e non le può creare, mentre il debito pubblico in uno stato a moneta sovrana non esiste (per maggiori chiarimenti ti consiglio di leggere la sezione Per Capire MMT e il saggio di Barnard Il più Grande Crimine).

      Rispondi

  • Lorenzo M.

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    …PREMETTO CHE DA QUEL CHE HO CAPITO…. IL BATTERE MONETA PROPRIA PER UNO STATO SIA COME CREARE UN BENE DAL NULLA …… SECONDO ME QUESTE ‘TEORIE’ NON PRENDONO IN CONSIDERAZIONE UN FATTORE FONDAMENTALE …. IL NOSTRO MONDO NON HA RISORSE INFINITE …. BATTERE MONETA – PAGARE I DEBITI DELLO STATO CON CARTA STRACCIA – LAVORARE TUTTI … POSSONO SOLO PORTARE ALLA DISTRUZIONE DEL PIANETA. LA QUESTIONE NON è COME RISANARE I BILANCI O COME LAVORARE TUTTI …. MA è RIUSCIRE A VIVERE IN UN ALTRO MODO…SPENDENDO MENO – CONSUMANDO MENO E IN MODO PIù INTELLIGENTE IL NOSTRO PIANETA CAMBIANDO DEL TUTTO GLI STILI DI VITA.

    Rispondi

    • Marco Cavedon

      |

      Si può crescere anche sul piano dei servizi, della riceca di soluzioni nuove più rispettose dell’ambiente ma anche per far ciò serve denaro che come giustamente insegna l’MMT è solo un codice, una sorta di metro per quantificare e far sì che possano essere espresse le reali potenzialità produttive.
      Ti consiglio di guardare il summit di Rimini di ottobre, Mathew Forstater è d’accordissimo che l’MMT non sia usata per il turbocapitalismo, ma soprattutto per i servizi e per la tutela dell’ambiente (che può occupare lavoratori in maniera molto maggiore rispetto ai comparti produttivi tradizionali).
      Giustissima la tua osservazione sul tutelare le risorse naturali (e umane ci aggiungo io), la moneta è solo un codice che deve permettere di realizzare ciò e se per farlo bisogna espandere il deficit pubblico (che con moneta sovrana non è un problema), benvenga. La disccupazione è il peggiore dei mali anche a livello economico, si calcola che negli stati uniti costi centinaia di miliardi di dollari al giorno, oltre ai costi umani legati alla criminalità, all’alcool, alla droga ecc.

      Rispondi

      • Marco Cavedon

        |

        Ops, scusate ho un pò esagerato.
        Comunque i costi per la disoccupazione in Italia negli ultimi 20 anni si aggirano a circa 4500 miliardi della valuta attuale.

        Rispondi

  • bruno

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    ehmmm
    non sono assolutamente un economistra e forse ho perso qulche passaggio ma…mi sembra che uno dei problemi principali attualmente sia la discrepanza tra il costo del lavoro qui e quello in altri paesi, Motivo per cui tanti prodotti risultano concorrenziali. Come si supera
    Grazie

    Rispondi

    • Marco Cavedon

      |

      La MMT insegna che le importazioni e la produzione locale sono beni reali, mentre le esportazioni sono un costo perchè le persone devono produrre beni e servizi di cui non godranno.
      Le esportazioni dovrebbero essere utilizzate solo nella maniera in cui ci consentano le importazioni come afferma Warren Mosler. Per la competitività, non è un problema perchè con moneta sovrana in fase di difficoltà per taluni settori il costo del lavoro può anche essere annullato azzerando le tasse, dal momento in cui uno stato a moneta sovrana non usa in verità le tasse e i titoli per finanziarsi. O anche con aiuti pubblici, ad esempio per promuovere produttività e ricerca e se per farlo lo stato deve spendere di più di quello che raccoglie con le tasse, benvenga in base al principio della finanza funzionale di Abba Lerner. Sono comunque spese produttive che favoriscono l’occupazione e la stabilità dei prezzi.

      Rispondi

  • graziano

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    suggerisco traduzione in inglese del manifesto, se già non è stato fatto visto c’è la firma di Mosler.

    Rispondi

  • Tore

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    Ho letto le teorie di mostre e c. ; non riesco a comprendere come ci sia tanta gente che vede le questioni complesse e complicate in maniera così’ semplice; succede quando i problemi e le soluzioni sono presentati in forma di credenze religiose; queste teorie, Mosler, Barnard, ecc. sono l’effetto, non certo risolutori, della tremenda crisi; siete tutta gente malata di eurocentrismo, ossia siete mammona, con la FIFA addosso che la mamma sia ammalata; dovete sapere che la “crisi” e solo in utopia, in questa misura, tutti gli altri continenti sono in pieno sviluppo: Asia e Africa, Australia e Sud America; e Russia; ma come si fa a dire certe cose su importazioni ed esportazioni? È così su altre cose; tornare alla lira: ma lo sapete che ogni tanto si faceva una bella svalutazione e giù’ i redditi e il potere d’acquisto di milioni di persone!!! Ma Lasciamo perdere !

    Rispondi

    • Marco Cavedon

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      Invece con l’euro forte il nostro potere di acquisto ci sta garantendo prosperità e felicità…

      Rispondi

    • MAXIMUS

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      Caro Tore, riesci ad argomentare con dati di fatto quello che sostieni?
      Penso che sia sotto gli occhi di tutti che ciò che compravamo prima con 500.000 lire sia superiore a quello che puoi permetterti oggi con 250 euro, se non con 500… Ergo, l’euro ha fallito nella sua missione di garantire potere di acquisto agli europei… non solo gli italiani governati male.
      Questo argomento infatti lo senti anche in Francia, Belgio ecc.

      Rispondi

      • Tore

        |

        Ma scusa, nemmeno con le 500.000 del 2000 potevi più’ comprare le stesse cose che con la stessa somma compravi nel 1970 o nel 1950; si dimentica che nel 2008 c’ e’ stata una crisi finanziaria partita dagli Usa, area dollaro, e’ stata una vera “guerra” finanziaria ed economica per gli effetti che ha avuto, l’euro e’ una vittima, non la causa…; a la conoscete la relazione che c’è’ tra quantità’ di moneta in circolazione e valore dei beni? Il problema del debito pubblico e ‘ un problema anche per/negli Usa o no? Altro che girare la manovella della stampa di dollari all’infinito; stiamo ( state ) parlando di fenome( fatti ) già’ accaduti e subiti nell’era democristiana : ci godevano i debitori e gli esortatori, ma non di certo stipendiati e salariati, e creditori,; ecco spiegato il modo come le 500.000 dopo non valevano più’ come prima ! Si potrebbe noti aure…

        Rispondi

        • Marco Cavedon

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          La svalutazione è un fenomeno complesso che ha molte variabili. Esiste sempre un processo naturale di svalutazione della moneta, per il fatto che con la crescita economica c’è l’aumento della domanda e quindi è ovvio che sia necessario immettere anche maggiore base monetaria. In tutto il mondo si è verificata la svalutazione che tu dici (e continua ancora), che è ben diverso dalla svalutazione strategica decisa dallo stato per far sì che la moneta non si rafforzi troppo, con tutti i danni che questo (il rafforzamento eccessivo) può comportare (vedi uccisione dell’export italiano con l’euro).
          Anche i prezzi in euro dal 2002 fino ad oggi sono aumentati, per non parlare di cosa sono aumentati con cambio lira – euro.
          Il debito nei paesi a moneta sovrana è un mero calcolo contabile per il mantenimento dei tassi di interesse interbancario a medio e lungo termine e i titoli non sono uno strumento per raccimolare soldi da spendere (con l’euro invece sì).

          Rispondi

        • nirvana

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          Caro Tore,
          io non so che eta’ abbia tu, ma io ero ragazza negli anni 80 e ti posso garantire che i miei genitori (che lavoravano entrambi) erano piuttosto l’eccezione invece che la regola. Moltissime mamme dei miei compagni di scuola non lavoravano perche’ il babbo guadagnava a sufficienza per mandare avanti la famiglia – e ti sto parlando di operai (chi lavorava al porto, chi al cantiere navale, chi alle cave di marmo, chi nell’industria chimica) e non di banchieri o avvocati. La lira, ormai non ho piu’ dubbi, garantiva alle famiglie un potere d’acquisto molto piu’ elevato di oggi. A riprova che l’inflazione (che allora era a livelli ben piu’ alti di oggi) non e’ ‘il satana’ dell’economia come ci vogliono far credere. I salari all’epoca crescevano molto piu’ in sintonia con l’inflazione, quindi la perdita era pressoche’ apparente. In piu’ le famiglie non erano indebitate ai livelli di oggi.

          E cosa piu’ importante, le famiglie qui sopra non vivevano nel timore e nel ricatto continuo che il babbo (o il fratello, o il nonno) perdesse il posto di lavoro come invece accade oggi. Questa e’ verita’ empirica, non argomentazione accademica!

          Questo e’ il mio punto di vista basato sulla mia esperienza, non sulla propaganda.

          Io non so quanti di voi ricordino questo tipo di realta’, ma mi aspetto siate in molti, e a pensarci adesso c’e’ veramente da rimanere esterefatti che …. siano riusciti a toglierci cosi’ tanto in cosi’ poco tempo e senza che noi battessimo veramente un ciglio! Ci hanno saputo dividere veramente bene, per governarci veramente male!

          Io credo sia giunto veramente il momento di unirci tutti contro questo flagello. Unirci e riappropriarci del controllo della nostra moneta, della finanza pubblica e del nostro territorio. Un po’ piu’ d’orgoglio di essere italiani e un po meno arroganza di sapere tutto escludendo il sapere degli altri ci porterebbe molto lontano.

          Rispondi

  • MAXIMUS

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    MERCATI, DEBITO PUBBLICO E SOVRANITA’, SPUNTI DI RIFLESSIONE

    Buon giorno a tutti

    Questo intervento origina dalla volontà di capire il termine “mercati” il quale viene utilizzato in modo superficiale, quale nuovo deus ex machina imposto alla e dalla politica nazionale e internazionale.

    L’argomento è complesso, ma a mio modesto parere merita grande attenzione, in modo da capire a chi vanno realmente i nostri sacrifici.

    Ieri ho avuto il “piacere” di analizzare, anche solo per hobby, alcuni aspetti riguardanti l’emissione del nuovo BTP a 15 anni, scadenza 2028, tasso 4,75%, collocato di poco sopra la pari a 100,017 su 100 che, obiettivamente, è stato un successo per Tesoro e Banca d’Italia.
    Ho tuttavia rilevato alcuni aspetti, per me, di notevole interesse, in quanto servono a mettere in luce chi siano, nel concreto, i “mercati”.

    Faccio una premessa: i titoli del debito pubblico italiano hanno, da un po’ di tempo, rendimenti fortunatamente in calo, anche in relazione all’andamento dello spread.
    Vediamo infatti che la tendenza dei tassi dei titoli del debito pubblico italiano a gennaio 2013 sono stati mediamente i seguenti:
    - titoli a 5 anni, tassi pari al 2,84% (tendenza ↓)
    - titoli a 3 anni, tassi pari al 1,94% (tendenza ↓)
    - titoli a 2 anni, tassi pari al 1,38% (tendenza ↓)
    - titoli a 1 anno, tassi pari allo 0,89% (tendenza ↑)

    Come dicevo, l’ultima emissione di BTP a 15 anni può essere analizzata da due punti di vista.

    A) tipologia di investitori nell’ultimo collocamento:
    - 35% asset management (società di gestione del risparmio) e fondi d’investimento;
    - 26% banche;
    - 19% fondi pensione;
    - 10% banche centrali;
    - 8% hedge fund (fondi speculativi);
    - 2% altri investitori “istituzionali”

    B) Nazionalità degli investitori nell’ultimo collocamento:
    - 40% Italia;
    - 29% Regno Unito;
    - 9% Germania;
    - 8% Francia;
    - 6% USA;
    - 5% Paesi scandinavi e Benelux”;
    - 3% altri paesi

    Vediamo, adesso, prima di esprimere considerazioni di varia natura, come funzionano i mercati di collocamento del debito pubblico:
    La Dr.ssa Maria Cannata (Direttore della Direzione II – debito pubblico – del Dipartimento del Tesoro) ha ben spiegato, sul canale “class CNBC” del 19/01/2013, cosa sono e come funzionano le aste di collocamento del debito pubblico italiano, offrendo i seguenti elementi di conoscenza:
    - le aste dei titoli sono tenute ogni 15 gg in modo telematico e danno vita al c.d. “mercato primario”;
    - ad esso possono partecipare, esclusivamente, investitori “istituzionali” interconnessi alla Rete Nazionale Interbancaria;
    - la gestione tecnica dell’asta è affidata alla Banca d’Italia;
    - il Ministero del Tesoro decide la politica di offerta del portafoglio titoli/tassi/scadenze;
    - gli investitori “istituzionali” (“i mercati”), inviano gli ordini nel periodo prefissato;
    - essi operano in forma anonima (coperti da una chiave di crittografia);
    - alle ore 11 del giorno stabilito si chiudono gli ordini;
    - la Banca d’Italia verifica l’insieme delle offerte anonime pervenute e le ordina per prezzo decrescente, o per rendimento crescente, le raggruppa quindi per “livello equivalente” e procede alle vendite in forma anonima fino ai livelli stabiliti dal Tesoro;
    - i richiedenti si aggiudicano le quantità richieste tutte allo stesso prezzo, il prezzo marginale più basso;
    - ad acquisti avvenuti la Banca d’Italia identifica i compratori;
    - per i BOT questo meccanismo è diretto e automatico, per tutti gli altri titoli la Banca d’Italia annuncia una “forchetta di ammontari”, valuta i rendimenti sui mercati “secondari” (quelli dove i piccoli risparmiatori possono acquistare, dagli investitori istituzionali, i titoli del debito italiano), per percepire il c.d. “sentiment” e la “fiducia” dei mercati sui tassi da loro “accettabili”;
    - questa analisi dei mercati secondari è necessaria anche perché gli investitori istituzionali, operando per convenienza, potrebbero essi stessi preferire l’acquisto di titoli più convenienti già sul mercato rispetto a quelli in corso di collocamento nel mercato primario;
    - la Banca d’Italia, inoltre, organizza o partecipa a “road show e meeting” con gli investitori per verificare tassi e scadenze “accettabili” dagli stessi;
    - pertanto tassi, volumi e scadenze delle offerte seguono la legge della domanda e dell’offerta, grazie anche a emissioni “off the run” dei titoli stessi, utilizzate per “testare” l’interesse e l’accettabilità effettiva del mercato rispetto alle offerte ipotizzate in sede tecnica dal Tesoro.

    POLITICHE DI PORTAFOGLIO
    Il Tesoro colloca, tramite la Banca d’Italia, varie tipologie di titoli come BOT, CCT, CTZ, BTP, al fine di ottimizzare l’assetto debitorio nell’interesse nazionale. Il “BTP ITALIA” ad es. è un bond indicizzato al paniere dell’inflazione italiana; il CCT-EU è invece indicizzato al tasso euribor.
    Le strategie messe in atto per ridurre l’impatto delle aste sul debito pubblico sono legate alla necessità di evitare un eccesso di offerta rispetto alla domanda (per scongiurare un aumento dei prezzi a nostro danno), così ad esempio:
    - si evitano collocamenti in prossimità di scadenze fiscali;
    - si evita la concomitanza di offerte di differenti tipologie di titolo, uguali però quanto a scadenza (ad es. CCT a 5 anni e BTP a 5 anni), offrendo alcuni a metà mese piuttosto che a fine mese.

    LA FIDUCIA DEI MERCATI
    La c.d. “fiducia dei mercati”, argomento critico e abusato, viene rilevata dal tesoro sia sul mercato primario che su quello secondario, con test di offerta dei titoli prima del collocamento.
    Attualmente i mercati, che per un anno hanno acquistato soprattutto titoli tripla A di “paesi rifugio” con rendimenti bassi se non vicini allo zero, ora acquistano anche titoli con rendimenti più elevati e tassi reali positivi, grazie alle garanzie “verbali” della BCE. Per questo motivo scende lo spread: torna la domanda dei nostri titoli.
    Il confronto tra domanda e offerta, sul mercato, esprime la convenienza reale all’acquisto dei singoli bond formalizzata sia dal tasso di interesse che dalle scadenze dei titoli detenuti in portafoglio.
    Ovviamente l’incremento dei tassi di interesse o il crollo dei prezzi dei titoli già sul mercato accresce l’appeal dei titoli stessi.
    Ma a questo punto il rischio di condotte opportunistiche sul mercato da parte dei soggetti interessati è elevatissimo.
    Le quotazioni sul mercato secondario sono volatili in quanto estremamente sensibili e reattive rispetto ai momenti di shock, crisi economica ed alle “politiche” di rating (valutazione del merito di credito).
    Gli stati che si finanziano esclusivamente attraverso i “mercati” si rivolgono, pertanto, a soggetti che, di per se stessi, auspicano forti pulsioni all’incremento dei tassi di interesse (e quindi alla remunerazione del loro investimento).
    La pericolosità di questi meccanismi diviene elevatissima qualora si creino punti di “contatto” tra i livelli istituzionali pubblici, nazionali e internazionali, dediti alle politiche di gestione e controllo, le società di rating, il FMI e le potenti banche d’affari private.
    In tali casi, sia il rilascio di un rating ridotto che la possibilità di fare insider trading (manovre speculative legate al possesso di informazioni riservate, non note agli altri operatori del mercato), possono influenzare i prezzi e gli andamenti sul mercato secondario, quello frequentato anche dai piccoli risparmiatori, ponendo seri rischi di “azzardo morale” (comportamenti opportunistici).
    Un’altra caratteristica dei mercati è che, pur in assenza di contatti, insider trading ecc., molti operatori, per massimizzare i profitti, adottano comportamenti eccessivamente rischiosi che attivano, periodicamente, vere e proprie “bolle speculative”, con una significativa probabilità che i costi associati ad un eventuale esito negativo ricadano sulla collettività, con strette fiscali e politiche deflattive di austerità.

    CONSIDERAZIONI FINALI
    Quanto detto serve per migliorare il livello di consapevolezza dei cittadini.
    I “mercati” non sono un soggetto perfetto, astratto, né una somma di soggetti “razionali ottimizzanti” che operano nell’interesse pubblico.
    Sono poche istituzioni finanziarie nazionali e internazionali che detengono il potere di finanziare, con un legittimo fine di lucro, gli Stati.
    Questa funzione, che in Italia fino al 1981 era assai relativa, dopo il celebre “divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia” favorito dall’allora Ministro del Tesoro Andreatta è divenuto un potere “assoluto” che ha fatto lievitare il debito pubblico nostrano, raddoppiandolo in poco più di dieci anni, con alti interessi cumulati su altri interessi in aggiunta al debito.
    Fino al 1981 infatti l’Italia collocava i propri titoli a tassi reali contenuti e calmierati per il fatto che i titoli non venduti dovevano essere obbligatoriamente acquistati dalla stessa Banca d’Italia, di fatto con l’emissione di moneta.
    La Banca d’Italia, pur essendo un istituto di diritto pubblico, ha natura sostanzialmente privatistica ed esercita un’attività di vigilanza sul sistema bancario e sugli intermediari finanziari che, in realtà, ne possiedono il 94,33% del capitale (il 5,67% è di enti pubblici come INPS e INAIL). Ciò è stato potenziato a partire dal nuovo statuto approvato con DPR del 12/12/2006 del Presidente Napolitano, con Prodi Presidente del Consiglio e Padoa Schioppa Ministro dell’economia (già vicedirettore della BCE). Il precedente statuto, all’art. 3, richiedeva invece che le partecipazioni (e i diritti di voto) in Bankitalia fossero comunque di proprietà di enti pubblici o loro società controllate.
    Dal 1981, il potere dei mercati è passato da relativo ad “assoluto” generando una sovranità di fatto, non democratica.
    Pertanto l’intera eurozona (17 paesi su 27 dell’Unione Europea), attualmente, ha una sovranità limitata dalla necessità di trovare il “gradimento” dei mercati.
    Gli altri 10 paesi dell’UE che non hanno adottato l’euro sono i seguenti: Regno Unito, Danimarca, Svezia, Lituania, Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Bulgaria.
    Questi paesi, in questa fase di crisi, hanno contenuto le strette fiscali e l’esplosione dei debiti pubblici grazie anche alle emissioni monetarie, come stanno del resto facendo USA e Giappone in misura ingente.

    Alla fine di questo spaccato, ripenso a come questa crisi sia iniziata con gli insoluti del debito privato dei cittadini americani, foraggiati imprudentemente con carte revolving, mutui subprime ecc. nei loro consumi. Gli attivi bancari anglosassoni, falciati dagli insoluti, hanno portato a fallimenti (Leeman Brothers), ad aiuti di Stato o ad operazioni che hanno girato il “pacco” alle altre banche del resto del mondo attraverso i celebri “derivati” finendo per inguaiare in particolare Francia, Spagna, Germania, UK, Islanda, Irlanda, Portogallo e, solo in misura minima e non preoccupante, l’Italia;
    Gli stati contagiati hanno trasferito il rischio bancario, anche per evitare, giustamente, il crack del sistema stesso, ai cittadini europei attraverso tasse, strette creditizie e tagli di spesa, con un incremento del debito pubblico indotto dai salvataggi bancari.
    La virtuosa Irlanda ad esempio passò da un rapporto debito/PIL invidiabile, pari al 20%, ad un rapporto del 100%, divenendo la prima “I” dell’acronimo PIIGS, “maiali”, non certo quindi per i motivi originariamente legati al debito pubblico, come invece ci raccontano in Italia;
    La BCE ha iniziato il salvataggio del sistema operando in termini razionali: ha dato alle banche 1.000 mld di euro all’1% con cui lucrare margini attivi sull’acquisto dei debiti pubblici nazionali.
    Ciò però dimostra, in modo matematico, che la causa della crisi in corso non è il debito pubblico ma la finanza.
    In caso contrario, 1.000 mld di euro all’1% la BCE li avrebbe potuti prestare direttamente agli Stati sotto attacco speculativo, in modo da evitargli aste onerosissime.
    Adesso le istituzioni nazionali ed europee ci vengono a spiegare che la colpa è “nostra” e della nostra propensione a cicaleggiare vivendo al di sopra delle nostre possibilità, anziché lavorare come i tedeschi.
    Evvai allora con le allegre bottigliate alla Tafazzi!
    Con la classica tecnica del divide et impera, fomentano le divisioni sociali: giovani contro pensionati; dipendenti pubblici contro imprese, tartassati contro evasori, garantiti contro precari, sinistra contro destra.
    Mettono la ciliegina sulla torta con parole che suonano dolci e positive, ma che insinuano e sovverchiano l’impatto, per i cittadini, il senso vero delle cose, in vista della loro mungitura fiscale o del taglio dei servizi pubblici reali.
    I termini che usano sono infatti piacevoli:
    - riformismo (si tratta invece di restaurazione);
    - incremento di produttività (si vuole il taglio dei salari);
    - riduzione del perimetro dello Stato brutto e cattivo (licenziare i dipendenti pubblici o ridurne il numero, aggravando il crollo della domanda aggregata);
    - ce lo chiede l’Europa, la letterina della BCE, il pareggio di bilancio in Costituzione, la sottoscrizione di trattati internazionali tipo quello di Lisbona, il fiscal compact ecc. (si baypassa invece l’esercizio democratico della sovranità popolare);
    - burocrazia (mistificazione dei contenuti concreti e positivi dei servizi pubblici);
    - corruzione (delegittimazione del regime democratico con la classica tecnica della “anatra zoppa”);
    - meno tasse (si, che bello, la gente avrà 100-200 euro in più al mese, con cui comprarsi l’ultimo iphone ma, se avrà la sfortuna di ammalarsi gravemente, dovrà pagare di tasca propria 60-70.000 euro per usufruire delle terapie salvavita con farmaci biologici, chemioterapie, ecc, o prendere prestiti personali per potersi laureare)…

    Le gravi cessioni di sovranità democratica in atto, avvengono nel nome di una nuova piacevole ideologia, l’Europa, che come tutte le false religioni, abbatte il senso critico delle persone, regalando suggestioni e visioni mitologiche sul futuro, grazie anche ad una informazione di proprietà della finanza; ad un mondo accademico spesso superficiale e acritico, quando non in mala fede, legato al carrierismo del “main stream” ufficiale e foraggiato da privati interessati attraverso progetti di ricerca e fondazioni; alla pocaggine di parte della classe politica; allo stato di confusione e di ignoranza diffusa del povero cittadino italiano.

    L’elenco termina qui, per carità di Patria, … se questa parola si può ancora dire!

    MAXIMUS

    Per chi fosse interessato si può consultare il sito http://www.dt.tesoro.it/it/debito_pubblico/titoli_di_stato/aste_titoli_stato.html

    Rispondi

    • pp

      |

      bravissimo

      Rispondi

    • elegantissimo

      |

      Maximus, Ti sei permesso di fare una consulenza gratis e di farci/mi capire qualche ulteriore dettaglio sul funzionamento dei mercati e dei titoli di stato. Personalmente grazie, ed aggiungo se me lo consenti di completarlo prossimamente alla luce del decreto del Tesoro n. 96717 del 7/12/2012 dell’adozione dei CAC’s (Clausole di Azione Collettive) previste nell’ESM o MES o semplicemente fondo salvastati al paragrafo 11) del trattato stesso. L’inserimento dei CAC’s nei titoli di stato: Bot,BTP,CCT,CTZ obbligatori dal 1 gennaio 2013,alla garanzia prestata dallo stato italiano ai mercati finanziari internazionali, che di fatto hanno sancito l’assoluta sudditanza dell’Italia al FMI e ne decreta il reale fallimento.A mio giudizio: SIAMO SOTTO ATTACCO TERRORISTICO DEL MONDO FINANZIARIO. E non è ancora partito il MES(dichiarazione fatta ieri al parlamento europeo da parte di Draghi presidente BCE), di cui l’Italia è azionista al 19% (125 miliardi di euro iniziali per salvare gli altri stati). E non parliamo del TSCG (trattato del controllo e della governance o meglio del fiscl compact)altri 5% di riduzione debito/PIL all’anno nei prossimi 20 anni(dico 20 anni). Non ci sono parole o commenti a questa immensa tragedia da cui nessuno può salvarci.Maximus, può essere che vogliano la depopolazione del pianeta!???

      Rispondi

  • Nirvana

    |

    Grazie Maximus,
    una spiegazione molto esauriente dei mercati e del loro rapporto col nostro debito pubblico. Devo dire che piu’ scopro (grazie al lavoro e la pazienza di ragazzi intelligenti e preparati come te, e come Dario e altri in questo sito) e piu’ mi si alza la pressione e la rabbia! Ma come e’ possibile che un popolo moderno si lasci asservire in questo modo masochista dicendo pure: “grazie delle sevizie, ce lo meritiamo!”

    Dispero, ma non mollo. Teniamo duro, continuiamo la nostra divulgazione, facciamo di tutto per cambiare e far cambiare questa Italia tanto amata ………. quanto abusata.
    Grazie di nuovo Maximus.
    Nirvana

    Rispondi

  • MAXIMUS

    |

    Grazie a te che hai letto questa lenzuolata…
    Speriamo altri apportino ulteriori approfondimenti, … ma in Italia siamo 60.000.000 e, anche in qualche centinaio siamo pochi.

    MAXIMUS

    Rispondi

    • Nirvana

      |

      Ciao Maximus,
      ti mando una scossa ottimista. E’ vero, in Italia c’e’ ancora tanta gente che preferisce non sforzarsi di capire, ma vedo ce ne sia altrettanta che sta cercando di aprire gli occhi.

      Comunque non sono troppo ingenua, lo so c’e’ ancora tanta strada da fare.

      Rispondi

      • nirvana

        |

        ERRATA CORRIGE: …… ma vedo ce n’e’ altrettanta …….
        Scusate la pedanteria, ma cerco sempre di usare una buona grammatica (quando posso!).
        Nirvana

        Rispondi

  • IO

    |

    Tanto va lo schiavo all’urne che si crede cittadino!
    ALLE PROSSIME ELEZIONI VOTA PUD€
    Partito Unico Dell’€uro
    Meno Lavoro – Meno Salario – Meno Pensioni
    Meno Ospedali – Meno Scuole – Meno Stato Sociale
    Meno Giustizia – Meno Uguaglianza – Meno Libertà
    Meno Diritti – Meno Democrazia
    Più tasse, Più soldi alle banche, Più privatizzazioni,
    Più ricchezza ai più ricchi, Più €uropa per tutti…

    IL PUD€ DICE LA VERITÀ! (in inglese, intervistato dal Financial Times)

    Rispondi

  • IO

    |

    Per mantenere l’€uro dobbiamo impoverirvi, come facciamo a trasferire la ricchezza dalle vostre alle nostre tasche? Non possiamo dirvi che il PROBLEMA non è il debito pubblico ma è il DEBITO PRIVATO ESTERO causato dall’€uro, che necessita della svalutazione del salario per sanare gli squilibri della bilancia dei pagamenti (importazioni/esportazioni) tra i paesi €uropei dato che non si possono svalutare/rivalutare le monete nazionali… secondo la legge della domanda e dell’offerta, legge che ci piace finché svalutiamo il vostro lavoro, non i nostri profitti.

    Non possiamo dirvi che è e sarà necessaria una maggiore disoccupazione, altrimenti non diventerete come i tedeschi, che grazie alla riforma Hartz del lavoro (2001) e alla successiva disoccupazione accettano in 7,5 milioni salari di 400 €.
    Non possiamo dirvelo ma noi lo sapevamo già da più di 50 anni, c’è chi ha preso il Nobel su questo…

    Non possiamo dirvelo perché potreste “pensare” e informarvi e scoprire che abbiamo creato l’€uro apposta e che sul web, e negli altri paesi, ne parlano e dicono che l’Italia rinascerebbe senza €uro, perché è uno dei paesi più ricchi, più virtuosi nei conti pubblici, più ricchi nel tessuto produttivo, p. es. gran parte della meccanica di precisione viene fatta in Italia, ma noi vogliamo comprarci le vostre aziende ai saldi.

    Non possiamo dirvi che il debito pubblico si è accumulato per pagare gli interessi alla finanza privata da cui da 30 anni prendete a prestito i soldi perché sono 30 anni che lo Stato (voi-il popolo) non ha la sovranità sulla moneta… Bravi, gridate corruzione, MENO STATO, che noi vi accontentiamo subito, lo privatizziamo e voi dovrete pagarvi scuola, sanità, pensioni, ricostruzione dopo disastri naturali, e tutto quello che vogliamo, tramite le nostre assicurazioni.

    Non dovete sapere che la vostra Costituzione grazie al fiscal compact, al MES, al pareggio di bilancio, è di fatto sospesa, …vi servirebbe…

    Non possiamo dirvelo, dovete sentirvi in colpa, preferiamo parlare di Cina, di dollaro che ha paura (infatti noi ci teniamo i dollari e vi lasciamo l’€uro), di politici corrotti, come se ci fossero solo da voi ma noi lo chiamiamo lobbismo, mentre noi ci intaschiamo miliardi, ci compriamo gli stati interi e mettiamo i nostri dipendenti a governarvi. Bravi.

    I (veri) FINANZIATORI DEL PUD€

    VOTA PUDE E NON LEGGERE QUESTO BLOG… (potresti informarti e pensare)

    Rispondi

  • Ornella

    |

    Sto diffondendo il programma della ME-MMT con lo slogan “PRIMA la applichi, DOPO ti voto”.
    Troppo comodo prendersi i voti e poi continuare ad eseguire gli ordini delle lobby finanziarie!
    Io a scatola chiusa non compro nulla; se ne riparla alle elezioni successive.

    Rispondi

  • Lorenzo

    |

    Ho capito solo una cosa che come la si gira la frittata gli armatori, cioè chi vende armi vincerà sempre, a buon intenditor poche parole.

    Rispondi

  • Guido

    |

    Ciao, ho letto il ME-MMT, e vorrei fare una domanda, c’è davvero una cosa che non ho capito.

    - Da un punto di vista prettamente etico e non legislativo, perché con l’economia a regime ME-MMT, dovrei sentirmi in dovere di non evadere le tasse?

    - L’esperienza del PLG è importata o, storicamente, già attuata altrove, in passato?

    - Ho trovato un punto che non mi convince, a pagina 19: “un aumento di impieghi fino alla Piena Occupazione significa anche un aumento della base imponibile per il gettito fiscale, così che il governo potrà persino abbassare le aliquote del prelievo”. Non è uno dei principi di tutto l’ME-MMT che lo Stato non si finanzi attraverso la tassazione?
    Qual è il nesso fra le due cose, dunque ?

    Rispondi

    • Dario

      |

      - Da un punto di vista prettamente etico e non legislativo, perché con l’economia a regime ME-MMT, dovrei sentirmi in dovere di non evadere le tasse?

      Il miglior incentivo per ridurre l’evasione fiscale è rendere le tasse umane. Se le abbassi, molte persone in più capiranno che il gioco non vale la candela. Secondo me.

      Rispondi

  • sauro

    |

    le tasse servono a frenare l’inflazione, se la moneta è in esubero!!!

    fcciamoci tutti promotori della mmt!!!

    Rispondi

  • Menghevoli

    |

    Nessuno di voi ha mai sentito nominare George Marshall ? A me ricorda qualcosa . Anche la guerra fredda pare non mi giunga novella…..

    Rispondi

    • IO

      |

      Il Piano Marshall si basava su MONETA EMESSA dagli USA che veniva data all’Italia per aiutarla nella ricostruzione. Il Piano Marshall si è concluso nel 1951. L’Italia ha continuato a crescere e progredire per tutto il ventennio successivo ed anche oltre.

      Rispondi

    • IO

      |

      Il Piano Marshall durò 3 anni ( 1948-1951 ). Così poco tempo non è sufficiente a far ripartire un paese devastato come era l’Italia del dopoguerra. Per fare un esempio: il Piano Dawes che gli USA istituirono nel 1924 per aiutare la Germania a riprendersi in conseguenza delle pesanti sanzioni del Trattato di Versailles e dell’iperinflazione di Weimar ( 1923 ) durò di più del Piano Marshall ( 1924-1929 ) ma ciò non impedì il nuovo collaso economico della Germania, l’esplosione della disoccupazione e la conseguente ascesa al potere del Partito Nazionalsocialista di Adolf Hitler.

      Rispondi

  • Graziano

    |

    Mi permetto di fare una piccola critica a come è esposto il concetto di
    controllo dell’inflazione da domanda aggregata.

    Ad esempio a pg. 22:

    A. La Piena Occupazione aggiunge una spinta produttiva di beni e
    servizi enorme, ed essi vanno a pareggiare la massa monetaria cir-
    colante, impedendo alta inflazione.

    Parlare di massa monetaria secondo me è un po’ fuorviante e
    strumentalizzabile (da post Keynesyani critici verso la MMT).

    Leggendo Mosler e Wray si vede come l’espressione “too much money chaising too few goods”
    è sempre messa fra “virgolette”, perché è una espressione che viene dalla teoria quantitativa
    della moneta e quindi dai monetaristi, e poi perché le cose non sono proprio così semplici.

    Quando la MMT parla di utilizzare le tasse per controllare questo tipo di inflazione
    lo fa consideradole come uno strumento per controllare la domanda aggregata, ma la
    quantità di moneta non c’entra (perchè, si modifica per via endogena e quindi fuori
    controllo) quello che si fà è agire sui “net financial assets” e non sulla “moneta
    circolante”, controllare lo “spending power” non la quantità di moneta.

    Se lo stato tassa più di quello che offre è ovvio poi che i suoi cittadini sono più
    poveri(sempre trascurando l’export comunque).

    Quindi, forse, secondo me qui c’è qualcosa da aggiustare.

    Rispondi

    • Marco Cavedon

      |

      E’ vero. Stato e banca centrale non possono controllare la moneta circolante, ma è vero che se la massa monetaria non supera la capacità produttiva allora non c’è inflazione. Questi concetti sono ben descritti dalla MMT che difende la teorie endogena.
      Lo stato controlla la massa monetaria circolante indirettamente, agendo con la leva fiscale che a tutti gli effetti distrugge denaro.
      L’export tende ad una non equa distribuzione delle entrate, in quanto per essere competitivi le aziende devono deflazionare il costo del lavoro e la Germania è un chiaro esempio.

      Rispondi

  • voltaire

    |

    mi sembra la sagra dei luoghi comuni….

    l Italia del dopoguerra ha fatto faville in termini di sviluppo economico perche, per come funzionava il commercio internazionale, era la cina d’europa: il costo del lavoro molto piu basso degli altri paesi europei verso i quali esportavamo.

    giocavamo sul fattore costi svalutando la lira.

    il mondo oggi, NON è piu quello del 1945. il mercato è divenuto globale e dobbiamo competere con Stati il cui costo del lavoro è una risibile frazione del nostro (Cina, Vietnam, ecc ecc).

    le regole del gioco sono TOTALMENTE cambiate.
    voler usare gli stessi strumenti del 1945 (tipo stampare lire)
    è folle.

    se tornasse la lira (Dio ce ne scampi!!) il debito pubblico esploderebbe e, anche per questo, la lira crollerebbe a valori
    inimmaginabili.

    per dirne qualcuna: adesso ci lamentiamo che la benzina è cara. se tornasse la lira andremmo al distributore una volta all anno, a Natale…. analogamente il gas per il riscaldamento (e l energia elettrica) l importiamo, adesso costa relativamente poco perche lo paghiamo in euro. con le lire dovremmo tirar fuori le stufe a legno….

    Rispondi

    • D.

      |

      Ciao Merlino. Grazie della visita.

      Mi spieghi sta cosa della benzina. Dimmi un po’, con l’euro forte rispetto al dollaro, la benzina è scesa o aumentata. A casa mia, la seconda. Non ne azzecchi una.

      Fammi capire, quindi con la lira, non c’erano auto in Italia, non ci scaldavamo ecc.ecc.

      Ma hai 12 anni e non ti ricordi?

      Rispondi

    • stephanie

      |

      Le stufe a legna in Grecia, le hanno già tirate fuori. Disboscano le colline circostanti ad Atene.Qui, nelle famiglie normali, si è obbligati ( e non per motivi ambientalisti) a indossare un golf in più in casa, per risparmiare sulla bolletta riscaldamento. In Grecia, e in Italia, pochi anni fa, nn nel ’45, si viveva dignitosamente.Ti omaggio di un’ argomentazione brillante come postilla alla tua mail: se nn avessimo, noi OPIIGS, l’E, gli smartphones e le tv al plasma, costerebbero di +. Peccato che ora la gente nn riesce a pagare le rate con cui si è impegnata!

      Rispondi

  • Miriam

    |

    Signori, il mondo ormai gira a rovescio, ognuno e troppo preso dalle proprie difficoltà e non combatte per cambiare le cose…lo so che per assurdo non fa niente per migliorare, ma la gente si e rassegnata a una massa di BASTARDI !!! Sono loro che manovrano i fili delle nostre vite come se noi fossimo dei burattini…volete lottare…??? fatelo con forza!!! Perchè la gente ormai non crede….si lascia andare a una massa di ipocriti che comandano il nostro paese. Senza chiedersi cosa fanno x noi…NIENTE !!!
    Ognuno a suo modo pensa a se stesso, non dovrebbe essere ma alla fine è un dato di fatto.
    siamo noi i martiri di un impero regalato a un governo che ormai fa deridere il nosto paese in tutto il mondo.

    Rispondi

  • maria

    |

    vi leggo oggi, pochi giorni fa ho scoperto ME-MMT tramite fb, come siamo messi a questo punto? cosa sta facendo questo ” movimento ” ? ha agganciato qualcuno dei politici che sono stati eletti? il M5S che sembrava ( solo a me ? ) caldeggiasse l’uscita dall’EURO ora propone come PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA “quel” Romano Prodi !!!!!!!!! tutti parlano di NAPOLITANO come un grande PRESIDENTE ma non è stato lui a favorire questo colpo di stato che ci ha schiacciato ancora di più sotto le grinfie dei POTERI FORTI ????????????????

    Rispondi

    • Dario

      |

      e dove sei stata negli ultimi 3 anni? lol

      Rispondi

    • Francesco CH

      |

      E’ un peccato che tu abbia scoperto la ME-MMT solo pochi giorni fa, perché era sufficiente leggere cosa in questi mesi Paolo Barnard aveva scritto sul M5S per avere un quadro estremamente preciso della situazione…

      Rispondi

  • Mario M. Fornaro

    |

    1 – Belluno, 11 05 2013. Me-MMT, conferenza di Daniele Basciu, circa 200 dl pubblico. IL GAZZETTINO locale ha dato notizia il giorno prima (Maria Zampieri). Altri mass media silenzio. Recensione successiva: silenzio. Domando: è stato fatto qualche comunicato stampa ai mass media? Se sì, vuol dire che ci hanno ignorati. Se no, vuol dire che bisognava provvedere. Su Facebook ho fatto qualche post: silenzio. Deduzione: non è conosciuto che da pochi intimi o, se è conosciuto, non fa presa. 2 – Commenti qui: il primo, Nirvana, 18 11 2012; l’ultimo, Francesco CH, il 19 04 2013. Idea mia: bisognerebbe almeno conoscere Adam Smith e John Maynard Keynes prima di esprimersi (ignorando Smith e Keynes è come voler camminare senza avere le gambe). Nel prossimo post dirò alcune idee mie riguardo Me MMT di cui condivido lo spirito. Avrò piacere di confrontarmi educatamente.

    Rispondi

    • Dario

      |

      nel caso specifico, non so. Spesso ci ignorano

      Dario

      Rispondi

    • ppf

      |

      bisogna fare comunicati pre-incontro e post incontro. inoltre occorre avere dettagliata mailing list regionale. so che è lavoro ma è essenziale

      Rispondi

  • Andrea

    |

    Ciao a tutti, sto tentando di approfondire il tema e forse sbagliando sono partito dalla lettura del programma, premetto che non ho nessuna intenzione se non quella di assicurarmi di capire, ma ho già bisogno di aiuto per districare alcuni dubbi:
    1) A pag.22 punto a) nella sostanza, si dice che il plg sarà provvisorio (in attesa di assorbimento da parte dell’economia privata) e per ammontare appena inferiore al non governativo), bene ora posto che verrà assegnato prevalentemente formando lavoratori nei settori diversi da quelli privati, come è possibile che il ciclo economico privato possa assorbirli?? E poiché la differenza fra i due compensi è molto limitata perché vi dovrebbe essere interesse del soggetto ad abbandonare il plg per inserirsi nel circuito economico privato?? Il plg nella sostanza va a costituire un reddito di cittadinanza?? E dove vi siano persone non in grado di lavorare viene erogato il plg?? Il plg funzionerebbe anche da ammortizzatore sociale?? (mi è sembrato di sì nell’attesa di riassorbimento giusto??). Da che età se ne avrebbe diritto?? E per quanto tempo? Posto che l’inserimento o il reinserimento almeno fino a raggiungimento della piena occupazione non sarà né snello né rapido.
    2) Notavo l’assenza di una struttura di controllo prezzi alla quale sembra che debba sopperire il plg stesso che attraverso la piena occupazione dovrebbe tendere a stabilizzarli, ma posto che eventualmente una condizione simile potrebbe verificarsi una volta vicini alla piena occupazione, mi resta il dubbio di come una speculazione sui prezzi dei prodotti (per esempio una speculazione di filiera produttiva) possa essere gestita senza che provochi traumi o prolunghi l’obiettivo di piena occupazione ecc.., mi domandavo quindi se non sarebbe opportuno anche una regolamentazione/controllo prezzi ben precisa.
    3) Mi chiedo anche, ho provato a rileggere ma salvo errori non ho trovato nessun accenno al proposito, come sia possibile gestire il tutto separatamente a politica/programma energetico che punti parimenti all’autosufficienza onde evitare destabilizzazioni nel lungo periodo. Stesso concetto per un programma di autosufficienza di base alimentare. In più, nella prima fase, onde evitare pressioni (blocco forniture) non sarebbe più cauto tentare di combinare l’operazione di concerto con un paese che possa assicurarci le forniture minime necessarie (ovviamente scambio merci con prodotti a loro necessari, vedi la Francia).
    4) Non sarebbe necessaria l’applicazione dei CACs al ns. debito che sarebbe una meravigliosa risposta a quanto l’Eurozona vuole che venga applicato a noi, ma perché non sarebbe opportuno disconoscere da subito il debito puramente monetario e/o speculativo?? Perché non sarebbe nel contempo opportuno rinegoziare gli interessi (ma forse i Cacs avrebbero più o meno lo stesso effetto).
    5) Non ho ben capito se viene contemplata la redistribuzione dei grandi patrimoni (salvaguardando gli eredi diretti ovviamente).
    6) Via libera all’import , si ok ma non sarebbe opportuno e stabilizzante il controllo dell’import limitandolo da paesi che producono con standard di qualità sociale simile alla nostra?? Anche per una questione morale della quale ce ne siamo sempre fregati.
    7) A pagina 34 si dice che le banche dovranno garantire funzione esclusivamente di interesse pubblico, ritengo quindi che dovranno al massimo mirare alla copertura costi e non alla realizzazione di utile??
    8) Non ho ben chiaro come dovrebbe funzionare il sistema pensionistico.
    9) A pagina 38 si dice che il governo potrà assumersi il debito del fallito, ma non sarebbe stato opportuno prevedere la ripartenza societaria assistita ma facendo subentrare la proprietà diffusa?? (via l’imprenditore fallito, anziché estinguere debiti, far proseguire l’attività ai lavoratori che diventano a loro volta soci d’impresa , il meccanismo consente di tagliare il passaggio al plg per tutti, addirittura anche per l’imprenditore che potrebbe rientrare in azienda come lavoratore ed anche lui senza passare dal plg).

    Ovviamente continuerò a cercare chiarimenti ma se mi date una mano vi ringrazio in anticipo, perdonate eventuali termini non perfettamente idonei. Ciao a tutti grazie.

    Rispondi

    • redazione

      |

      come è possibile che il ciclo economico privato possa assorbirli??
      Perché in breve tempo la domanda riaumenta, grazie al plg.

      perché vi dovrebbe essere interesse del soggetto ad abbandonare il plg? Perché di la pagano di più.

      E dove vi siano persone non in grado di lavorare viene erogato il plg?? Chi sarebbero le persone che non sono in grado di lavorare? Esistono? Il plg è per ogni uomo, ogni donna, ogni disabile.

      Da che età se ne avrebbe diritto?? E per quanto tempo? I minorenni vanno a scuola. Non c’è un limite di tempo severo, dipende dai progetti. Comunque il plg si comporterà a fisarmonica.

      Controllo prezzi: si, la piena occupazione è la maggiore garanzia per il controllo dei prezzi. Tu che tipo di regolamentazione proponi? Autority?

      3 – È impossibile affrontare questi argomenti e essere sintetici. Per approfondimenti seri ne parliamo, ma la memmt descrive il funzionamento del sistema monetario, per questo parliamo raramente di un programma energetico che ritengo basilare.

      4 – Noi abbiamo proposto di pagare le obbligazioni in lire oppure in euro nei tempi stabiliti e nelle modalità decise dal governo italiano

      6 – ottimo aspetto questo, da approfondire

      7 – devono occuparsi non di speculazione ma di economia reale, in particolare credito all’impresa

      8 – ma lo hai trovato scritto li? Di certo, uno Stato a moneta sovrana deve far si che i fondi pensione scompaiano e non diventino un obbligo. Non c’era nessun problema con la lira di reperimento fondi. dobbiamo tornare a quel punto

      9 – Le cose migliori si possono aggiungere.

      Alcuni concetti esulano dal programma
      Dario

      Rispondi

  • ALEXANDROS REMOUNDOS NIKAEUS

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    Un gran abbraccio a Barnard ed a tutti i compagni di lotta Italiani… siamo sempre con voi, lottando per la democrazia, la giustizia sociale, la liberta e per il futuro dei nostri figli…
    Dott. Alessandro Remoundos
    Dott.sa Marina Kanavaki

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  • ANDREA

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    Si effettivamente per la prima fase mi era venuta il mente una qualche snella forma di autoriti con controllo sul territorio affidato alle forze dell’ordine che nel frattempo potrebbero essere ben rafforzate dal recupero dell’eliminazione delle militari.
    Perdonate faccio un poco fatica ad uscire da una visione globale, è ovvio che a Voi non manchi e che per questioni tecniche abbiate l’esigenza di accentrare il discorso sull’aspetto monetario altrimenti diventerebbe una discussione senza confini. Grazie mille , volevo ancora precisare, mi è venuto in mente rileggendomi, che non intendevo fare proposte arroganti, era solo ciò che mi è passato per la mente leggendo il programma ora proseguo con la navigazione del sito, ho anche visto che esiste un gruppo Regionale in Romagna. Mi chiedo ancora come mai un programma così non venga preso in considerazione da nessuna forza politica o meglio da alcune forze politiche, ma non perchè è bello, ma perchè è funzionale. Sono ancora più stupito di questo se si considera chè è un argomento comunque primario da trattare, e allora il problema dove si nasconde?? è vero che si tratta di argomento normalmente di non facile digestione ma, per fare un esempio, mai sentito Grillo richiamare una sola volta questo programma. Allora ci si deve preoccupare?? è solo un problema legato al poco gradimento elettorale dell’argomento?? Va beh chiedo scusa, Vi ringrazio per l’attenzione e proseguo.

    Rispondi

    • redazione

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      Ma non sei sembrato arrogante. Hai capito bene, per rendere conciso un programma gli autori dovevano necessariamente rimanere nel merito. Le questioni che hai sollevato sono importanti ma, per serietà, dobbiamo rimanete in topic.

      Contatta il GT Romagna e discutine anche con loro.
      Dario

      Rispondi

  • Cava

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    Secondo l’MMT, l’afflusso di capitali esteri nel nostro paese è benefico(investimento diretto estero che miri all’aquisizione delle nostre banche nazionali e gli asset strategici)?

    Rispondi

    • redazione

      |

      investimento diretto estero che miri all’acquisizione delle nostre banche nazionali e gli asset strategici

      No.
      Dario

      Rispondi

      • IO

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        Vorrei una vostra opinione su una proposta di LEGGE che secondo me potrebbe risolvere molti problemi attuali, ossia l’IMPOSIZIONE a qualsiasi azienda ( nazionale o multinazionale ) che sceglie di DELOCALIZZARE all’ESTERO di LASCIARE SUL TERRITORIO NAZIONALE almeno il 50% dei PROFITTI ACCUMULATI in Italia, da destinare a scelta tra lo Stato o i lavoratori che vengono lasciati a casa.
        La riflessione di fondo che mi ha fatto arrivare ad elaborare una proposta di questo tipo è semplice: qualsiasi azienda ( nazionale o multinazionale ) che sceglie di INVESTIRE in un determinato paese lo fa perchè gli CONVIENE, non certo per BENEFICIENZA. Lo fa per INCASSARE PROFITTI ma si dà il caso che quei PROFITTI li accumula anche grazie a:
        -le infrastrutture che le mette a disposizione lo Stato di quel paese
        -la manodopera residente in quel paese
        Ergo è LOGICO che il 50% di quei PROFITTI vengano destinati a uno dei due “attori” elencati. Questo eviterebbe di molto il famoso e grave fenomeno CAPITAL FLIGHT ( come lo sentii dire per la prima volta Barnard ) o FUGA DI CAPITALI che causa miseria, disperazione e morte per tante famiglie.
        Fatemi sapere che ne pensate.

        Rispondi

  • Giuseppe

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    Approfondiro’ le vs tesi ma vorrei che consideraste la mia di tesi:
    1- l’adozione dell’euro ha causato una redistribuzione della ricchezza anomala perche’ ha permesso a chi vende prodotti e servizi di raddoppiare le entrate e a chi ha solo un’entrata salariale di veder dimezzato il suo potere di acquisto… ( potrei portarvi mille esempi )
    2- Una nazione cresce se produce beni di ogni genere, limitando le importazioni, se investe nella ricerca e nell’innovazione tecnologica, riducendo il gap con i paesi al top ( usa, india, russia,cina, giappone,germania etc.. )
    ci sono milioni di persone che ricevono soldi senza produrre
    ci sono milioni di giovani che non sono messi in grado di generare ricchezza… e qui sarebbe da approfondire… contattatemi.. potrei arrichire le vs teorie

    Rispondi

  • Oliviero38

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    Ragazzi siete bravi e mi fa piacere vedervi impegnati così seriamente. Io appartengo a quelli del boom economico..Che entusiasmo allora!
    Scusate se non ho la vostra preparazione! Ho letto MMT e ascoltato P.Bernard. Ci sono tante cose buone come quello di riprenderci l’autorità monetaria, invece sono molto perplesso sulla questione debito pubblico che in realtà significa regala soldi a dipendenti statali inutili come i 25000 guardie forestali in Sicilia quando il Canada ne ha 5000, 100 volte più grande e pieno di foreste! e le cattedrali nel deserto anni 70-80. Poi ricordo il Palazzo del Monopolio: centinaia di uffici non si sa per cosa; il Parlamento con 5000 dipendenti e così via. Mettete insieme tutto e altro e fate un pò di conti e confronti. Bot e CCT non servono, forse, per pagare gli stipendi dei dipendenti starli? Una INPS con 72000 dipendenti e i nostri versamenti che spariscono quindi..altri BOT..! Cari ragazzi spiegatemi voi di quale debito pubblico parla l’ MMT per non essere un problema!
    Vedete, io non parlo e protesto solamente, ma grazie all’Art 50 della Costituzione presento spesso su questi argomenti ( anche se a 75 anni continuo a lavorare..) PETIZIONI che vanno in Commissione, e vi assicuro che non li lascio in pace con telefonate di sollecito e altro. Voi fate questo? Ci organizzamo come ..rompiscatole?
    Attenti! Una di queste Petizione ritengo fondamentale, quella con l quale chiedo al Governo e Parlamento di fare una legge che costringa Corte dei Conti e Consiglio Nazionale del Lavoro (?!) a fare ciò che fanno tutte le aziende: definire in forma tabellare quanti dipendenti ( e non di più) devono esistere nei vari Uffici delle istituzioni statali e definire gli stipendi di tutti. Non si deve assumere senza l’autorizzazione della Corte dC. I dipendenti in esubero sarebbero messi a disposizione per il lavoro privato coperti da contributi minimi e convenienti e dello Stato. La stessa cosa per i parlamentari, Dirigenti e Magistrati. Cosa fanno negli altri Paesi? Le pensioni d’ora devono sparire subito!!
    Un’ altra cosa: mi insegnavano che la moneta è una unità contabile o certificato che rappresenta una precisa quantità di beni e servizi prodotti. Se lo Stato fosse serio, come lo abbiamo conosciuto fino alla fine degli anni 60, per finanziare SOLO la produzione, potrebbe chiedere alla BCE di stampare moneta per X Miliardi ,ma con la clausola (trattandosi praticamente di un prestito speciale) che le Banche debbano distribuirlo SOLO alle aziende che promettono una chiara ripresa produttiva e occupazionale. Se non accettassero allora si usciamo dall’Euro!

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    • Marco Cavedon

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      La reale fetta grossa degli sprechi in Italia, così come in tutto il mondo dagli anni ’80 in poi, è quella dovuta alla rendite parassitarie dei mercati dei capitali che da allora hanno cominciato a godere di tassi di interesse reali (al netto dell’inflazione) positivi, parliamo di decine e decine di miliardi di euro (in valuta locale) all’anno corrisposti dallo stato al cui confronto gli sprechi della politica sono bazzecole.
      Purtroppo il problema della mala gestione del denaro e della corruzione non sarà mai completamente risolvibile perchè legato alla natura umana, ma il nostro è comunque un paese produttivo che avrebbe solo da giovare di politiche espansive. Prima dell’ingresso nell’euro eravamo infatti il primo paese in Europa come produzione industriale.
      Sulla possibilità di usare la BCE come finanziatrice al servizio dell’Italia, questo non può avvenire perchè le sue funzioni sono ribadite nei trattati firmati da tutti i paesi dell’Eurozona, trattati che possono essere riscritti solo previo l’assenso degli altri paesi, compresi quelli che hanno tutto l’interesse a deflazionarci quali la Germania. Devono però prima essere modificati dalla Commissione, gli stati li firmano solo, insomma, politicamente sarebbe un disastro.
      II debito pubblico con moneta sovrana non è un pro blema dal punto di vista della fallibilità dello stato, perchè il denaro viene prima generato dallo stato e solo dopo raccolto con le tasse e i titoli, che non servono allo stato per finanziarsi ma hanno altre funzioni.
      Per maggiori approfondimenti, leggi Warren Mosler, “Le 7 Innocenti Frodi Capitali della Politica Economica”.

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  • Mario

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    Ah Ah Ah!!! MA che stronzata pazzesca!!!

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  • pierino

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    cosa ne pensate blogs.lse.ac.uk/eurocrisispress/2013/06/18/should-italy-quit-the-euro/

    Rispondi

  • Salvatore Emanuele Merola

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    non si potrebbe fare di meglio, lo trovo eccezionale! sarebbe ora che il governo si svegli un po, anzi smetta di distruggere l’Italia, e smetta di partecipare al nuovo ordine mondiale….il controllo dell’umanità intera diretto da una manciata di stronzi massoni ecc..
    ITALIANI SVEGLIATEVI!

    Rispondi

  • Arianna

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    Scusate, volevo ascoltare il file audio ma mi dice che non esiste.
    E’ un problema solo mio?

    Rispondi

  • Salvo

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    Ho letto l’ultimo post di Paolo, ricomponiamo vero? Basta saggezza e buona volontà. In attesa di buone nuove…

    Rispondi

  • Levin

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    Riporto l’ intervento che segue apparso sul sito dell’ ADUC (http://investire.aduc.it/editoriale/scarsita+prosperita_21452.php) nel caso qualcuno volesse intervenire (lo stesso Barnard spererei visto che viene chiamato in causa).

    MMT: IL BANCHIERE CHE VORREBBE SALVARCI DALLE BANCHE?

    Di Daniele Pace

    Premessa
    Quando alcuni anni fa il giornalista Paolo Barnard annunciò la sua opera maxima. “Il più grande crimine”, rimasi esterrefatto ed espressi un’opinione personale molto netta sulla superficialità del saggio, sia nelle conclusioni che nella ricostruzione storica, definendolo un tema da terza media, anche sprezzante verso tutti i cosiddetti “signoraggisti” che avevano per decenni cercato di porre il problema della creazione monetaria all’attenzione dell’opinione pubblica e che avevano invocato l’aiuto del giornalista. L’inconcludente teorema (a mio avviso) formulato qualche anno fa da Barnard oggi sembra aver coinvolto alcuni sostenitori in un fanatismo esasperante che trova similitudini negli integralismi più insensati necessari a mantenere in vita un dogma.
    Oggi potrei capire il perché di questo fanatismo estremo che non ha le sue radici solo nel bisogno di visibilità di un giornalista che in ogni sua dichiarazione si dichiara vittima, ma soprattutto nella necessità di spacciare per riforma monetaria una bislacca teoria di un miliardario americano, per di più banchiere: il signor Warren Mosler. Anzi un banchiere in palese conflitto d’interessi con qualsiasi riforma monetaria, considerando che da bravo banchiere è un creatore di credito dal nulla? E infatti proprio questo piccolo particolare veniva sempre ed assolutamente omesso da MMT a chi si avvicina al tema monetario. In ogni modo, anche con la derisione, la creazione monetaria dal nulla operata dalle banche commerciali deve essere negata, costi quel che costi, nonostante questa sia ormai confermata da alcune banche centrali, da alcuni importanti quotidiani finanziari e da molti economisti.
    Ma su questo torneremo dopo, andiamo con ordine, e vediamo prima le superficialità del saggio, sia storiche che concettuali, analizzando anche l’approccio al problema e la sua divulgazione.
    Mosler banchiere ed evasore ?
    Quando Barnard presentò il suo lavoro, disse di essere andato mesi in America a studiare il sistema monetario, chiedendo numi a colui che egli diceva essere considerato il massimo monetarista vivente (con l’umiltà di un bimbo), Mosler, e ai suoi quattro colleghi. Innanzitutto questa affermazione è un’opinione del solo Barnard, a quanto pare. Basta infatti fare un giro su internet per trovare molte critiche alle “teorie” di Mosler, ma soprattutto un gran silenzio. Gli economisti della Mosler Economics sono poco considerati, non solo dal mondo accademico, fatto che potrebbe essere considerato normale verso chi porta novità importanti, ma anche da tutti i riformisti monetari.
    MMT infatti è conosciuta solo in Italia, e se ne trova qualche traccia negli Stati Uniti. Per il resto del mondo non esiste, nonostante la sua esistenza più che decennale.
    Ma fatto ben più grave dell’opinione di Barnard, è che fu omesso in ogni modo il fatto che Mosler non era un “accademico”, ma un miliardario banchiere la cui fortuna proviene proprio dal settore speculativo che ha caratterizzato gli anni 90. Un miliardario con potenti mezzi per fondare qualsivoglia istituto, fondazione o scuola, tramite i quali professare i propri dogmi come se fosse uno degli economisti più apprezzati al mondo. Ma basta scorrere il suo curriculum per comprendere che di accademico in lui non vi è nulla se non la sua laurea. Fin dalla laurea in economia, Mosler ha sempre lavorato per le banche, sfruttando strumenti finanziari e fondi d’investimento per svariati milioni e poi per se stesso, fino ad arrivare ad essere azionista di maggioranza della Enterprise National Bank of Palm Beach dal 1996. Questa notizia compare solo nel novembre 2012, scritta in sordina alla fine del programma di MMT.
    Tutte le sue pubblicazioni “accademiche” sono posteriori a quella data e fatte in qualità di banchiere. Non un accademico che si è fatto strada dunque a suon di sgomitate per pubblicare articoli e libri su riviste e case editrici specializzate, ma un miliardario che con il potere del denaro (creato dal nulla) ha potuto sponsorizzarsi, pagare collaboratori e creare così correnti di pensiero ? Prima del 1996 era semplicemente un broker di banca, che come tutti i broker avrebbe approfittato delle conoscenze finanziarie per accumulare capitali tanto che sembra, come riportato dal New York Times, sia stato citato dal IRS (Agenzia delle Entrate degli USA) per elusione fiscale nel 2003, con una sua società, la AVM, attraverso operazioni finanziarie su mutui finanziati anche dal governo. Secondo il quotidiano newyorchese, le parti avrebbero raggiunto un accordo anche se la cifra non viene rivelata, ma a giudicare dal volume d’affari della AVM si dovrebbe trattare di milioni di dollari.
    Curioso inoltre che il profeta dell’uscita dall’euro abbia, nel suo curriculum, tra i risultati conseguiti la creazione degli attuali contratti euro swap futures (1982). Per finire anche Mosler l’anno scorso si è presentato alle elezioni delle Isole Vergini, paradiso fiscale dove risiedono delle sue attività, probabilmente promettendo piena occupazione per tutti a giudicare da alcune reazioni rintracciabili su internet.
    Accademico per denaro o accademico per merito? Vediamo intanto di capire la sua grande opera, la MMT, la Modern Money Theory, o la Teoria Molto Mediatica come la chiama un mio amico anche se io preferisco chiamarla la Medieval Money Theory, e l’ho sempre considerata il piano B dei banchieri in caso dovesse andargli male con l’euro. Ma avevo torto, e gli ultimi sviluppi mi hanno fatto ricredere, potrebbe anche essere un piano A. Ecco spiegato perché colui che si pensava fosse un accademico, gira l’Italia in tour gratis come se non avesse nulla da fare. In realtà è un banchiere che propone una riforma monetaria in palese conflitto d’interessi.
    MMT 1: non una riforma ma la spiegazione del vecchio modello FED a debito ?
    Infatti all’inizio, nella sua prima stesura, la MMT era improponibile. Mosler e Barnard devono aver pensato che se gli italiani avevano votato in massa Berlusconi per la sua promessa di un milione di posti di lavoro, allora avrebbero potuto anche fargli passare una “riforma” che non era nient’altro che la spiegazione di come funziona il Federal Reserve System, con la sola differenza che i banchieri non hanno nessuna intenzione di far fallire il paese con l’esercito più potente del mondo e il grilletto facile. Sarebbe bastato porre ad esempio la democrazia (?) statunitense, il grande American Dream (?) dove tutto è possibile (basta non menzionare la mancanza di assistenza sanitaria, le pensioni private, i 30 milioni di poveri e tante altre cosette), e far credere agli italiani che la mano destra avrebbe potuto creare denaro all’infinito e prestarlo alla mano sinistra (ad interessi). Ovvero che sarebbe bastato fare una “moneta sovrana” (termine esistente solo in Italia, mentre all’estero questo tipo di moneta si chiama con il suo vero nome: valuta nazionale che non significa di proprietà statale), con cui la banca d’Italia avrebbe comprato all’infinito i titoli di stato. Questo avrebbe garantito la piena occupazione e la soluzione di tutti i mali. Vedremo poi in seguito di quale tipo di occupazione sembra essere profeta il nostro Mosler. L’importante era mantenere un dogma assoluto: NEGARE AD OGNI COSTO LA CREAZIONE MONETARIA DELLE BANCHE COMMERCIALI CON CUI MOSLER FAREBBE PROFITTI (ESSENDO UN BANCHIERE).
    Ma Mosler e Barnard avevano sbagliato i conti, dimenticando che l’Italia fu forse il primo paese al mondo a nazionalizzare la sua banca centrale, e che di moneta di stato nel nostro paese ce se ne occupava già dall’antica Roma. Per questo la ricostruzione storica del saggio faceva risalire il misfatto a tre ideologhi dei primi decenni del Novecento, e non come è in verità alla lotta che da sempre accompagna la moneta fin dalla sua nascita. L’arma di distrazione di massa fu già usata da Travaglio e Santoro, quando colpevolizzarono Craxi e Berlusconi per il debito pubblico. Fare i nomi dei pesci piccoli, ma mai mettere in discussione un sistema. Servono i nomi dei colpevoli in modo che arrivino i supereroi a salvare la patria. Un banchiere deve fare i nomi, ma mai focalizzare l’attenzione sul problema strutturale. Ma chi in Italia di sistema monetario mastica da anni non abboccò alla farsa dei titoli acquistati dalla Banca d’Italia e non dai mercati, o a quella del debito che diventa positivo e addirittura la ricchezza dei cittadini insieme alle tasse. E così MMT si è ritirata a studiare per trovare una formula che mantenesse il debito ma nascondesse il potere delle banche.
    MMT 2: come favorire le banche col modello inglese spacciandosi per riforma monetaria
    Alla fine del 2012, vista l’insostenibilità della teoria MMT1, usciva il documento finale, quello che tentava in tutti i modi di far passare questa “riforma” mantenendo lo status quo del debito, delle tasse e la negazione della creazione del credito da parte delle banche commerciali, il tema più caro a Mosler in quanto banchiere creatore di denaro che non potrebbe certo rinunciare alla sua fonte di privilegi. Non provate nemmeno in un loro forum a pubblicare il bollettino della Banca d’Inghilterra ed altri documenti ufficiali. Questa discussione non è ammessa. E lo si capisce benissimo analizzando quanto scritto nel documento di salvezza economica per le banche…ops…pardon…per il paese, della MMT.
    Un documento poco trasparente che tenta di correggere alcune di quelle che erano le forti obbiezioni alla MMT 1: L’emissione dei titoli di stato, la spesa infinita a debito dello stato. La nazionalizzazione del sistema bancario, e in particolare della Banca Centrale, e la riserva frazionaria non sono pervenute, totalmente assenti.
    Ancora una volta non una riforma monetaria, ma l’utilizzo diverso del sistema del debito, stavolta a favore direttamente delle banche commerciali (senza passare per banca d’Italia). Stavolta il modello adottato è quello della Banca d’Inghilterra, e quella che viene spacciata per riforma non è altro che la spiegazione del modello inglese con qualche variante.
    Inoltre vi è da notare ancora il cambio dei significati delle parole, e l’uso di altre parole in modo da far credere un concetto al posto di un altro. Non viene quasi mai usata la parola emissione, probabilmente perché saranno emessi solo i contanti in grado di fornire le liquidità alle banche. Al suo posto viene usata la parola spesa: lo stato spende, non emette. Il debito resta positivo, sotto il nome di deficit, parola che indica una mancanza, e quindi una negatività già nell’etimologia stessa. Questo per abituare i cittadini alla parola e farla sembrare addirittura positiva.
    Solo una volta, quasi in sordina, compare la parola proprietà, l’unica in grado di assicurare la sovranità monetaria, e questo per tranquillizzare quanti non ancora convinti sono colpiti da dubbio. Infine una chicca, tra le tante che cercano di richiamare un’esclusività e una novità sul tema di cui Barnard si vorrebbe a tutti i costi appropriare, oscurando così i tantissimi dibattiti sulla moneta in corso da decenni; a pagina 9 compare la frase: “Quindi preoccuparsi del fatto che lo Stato a moneta sovrana possa esaurirla, cioè fallire, è come pensare che un professore di matematica possa esaurire i numeri.”. Sostituite la parola professore di matematica con ingegnere e la parola numeri con chilometri e avrete la conferma della volontà di plagiare ciò che scrisse Ezra Pound.
    Ma se finora abbiamo giocato ma non troppo, quando si tratta di banchieri, cerchiamo ora di capire dove MMT consentirebbe alle banche commerciali di prosperare. Andiamo al primo passo.
    1) La MMT prevede (pag. 13) che tutti i depositi e i conti correnti siano convertiti in lire su richiesta del titolare (punto 6), e che le tasse saranno applicate solo alle lire (punto 2). in questo modo i cittadini per pagare le tasse saranno costretti a far convertire i loro risparmi in lire dalle banche, ma come numeri digitali. Ricordiamo che le banconote rappresentano solo il 2% della massa monetaria, e vengono stampate dalla banca centrale solo per rifornire di liquidità le banche commerciali.
    Nonostante MMT affermi che lo Stato prima spende e poi tassa, questa operazione non è certamente praticabile nel cambio da euro a lira. Tutta la massa monetaria infatti sarebbe elettronicamente convertita in lire, e lo Stato tasserebbe una massa monetaria già esistente, e non una nuova sua emissione da zero immessa sul mercato. Quindi in ogni caso prima tasserà, e poi spenderà un denaro semplicemente convertito ma già esistente e proveniente da un debito.
    Ricordando che il 98% di quel denaro sarà stato emesso dalle banche commerciali solo attraverso un prestito da restituire, i cittadini quindi saranno tassati/privati del denaro che dovranno comunque restituire al sistema bancario commerciale, e non di un denaro ex nihilo proveniente da una nuova emissione esente da debito.
    2) Se la partenza è sbagliata, la continuazione è ancor più nefasta. Infatti MMT “drena” la liquidità attraverso le tasse per poi spenderla di nuovo con la spesa pubblica. E come intende fare questo?
    La risposta è a pagina 20: “Il governo spenderà da ora in poi semplicemente accreditando conti correnti del settore non- governativo, i quali si trovano sempre presso i conti delle banche presso la Banca d’Italia. Tutto il denaro speso dallo Stato si accumulerà quindi nelle riserve delle banche presso la Banca d’Italia, sulle quali riserve può essere pagato un interesse 0, o poco più.”
    Ecco qui che non sarà lo Stato a creare la piena occupazione, né tanto meno l’emissione di credito, ma il moltiplicatore monetario delle banche commerciali a cui lo stato fornirà riserve illimitate a tasso 0%, alimentando direttamente i loro depositi detenuti in banca d’Italia. Una manna dal cielo per le banche commerciali che non dovranno più chiedere salvataggi in caso di difficoltà, ma solo attendere la spesa dello Stato. Un affare colossale che porterebbe l’Italia a funzionare esattamente come l’Inghilterra, con un debito privato altissimo che ci costringerebbe a lavorare come bestie e un debito pubblico molto basso dove però non saranno sicuramente garantiti servizi efficienti, proprio come nel mondo anglosassone. Le aziende private infatti non sarebbero finanziate direttamente dallo Stato, ma attraverso i prestiti delle banche commerciali esattamente come oggi. E come oggi saranno costrette ad inseguire un debito che ripeterà il suo classico ciclo di espansione e contrazione per effetto degli interessi e delle volontà dei banchieri. Questa non sarebbe certo una riforma monetaria, ma l’applicazione di un sistema depauperizzante già in atto a favore delle banche commerciali, dove i titoli di stato da detenere in bilancio vengono semplicemente sostituiti da una nuova valuta nazionale razziata ai cittadini attraverso le tasse, dopo essere stata creata dal nulla dalle banche stesse.
    Piena occupazione e stato sociale privatizzati?
    Quali saranno le conseguenze per lo stato sociale? Qui bisognerà vedere se la tendenza sarà quella di allinearsi più all’Inghilterra o più agli USA. La Gran Bretagna mantiene uno stato sociale di sussistenza, con una sanità ai limiti della decenza e un sistema pensionistico di pura sopravvivenza. Il sistema scolastico sembra aver perso ogni speranza. Degli USA sappiamo tutto ormai, anche che si può morire per una banalità se non si ha un’assicurazione sanitaria. Lo Stato spenderebbe pochissimo per il wellfare, lasciando alle banche commerciali la possibilità di creare masse infinite di denaro a debito da ripagare. L’effetto devastante in Inghilterra sono orari di lavoro legali fino a 60 ore a settimana (e in alcuni settori 72 ore), per salari oramai veramente bassi. I profitti scendono a causa dei prestiti da ripagare da parte del settore privato, e di conseguenza scendono anche i salari.
    La nuova schiavitù inglese sarebbe applicata anche agli italiani, cosi come la privatizzazione del lavoro nei servizi dello Stato, già avvenuta in tutto il mondo anglosassone. Questo sarà l’effetto di quanto descritto a pag. 18 del documento:
    “Punto A. Il salario stabilito per il PLG (Programma di Lavoro Garantito) sarà sufficiente per garantire una vita decorosa al lavoratore, ma sarà lievemente inferiore allo stesso salario per la stessa mansione, a tempo indeterminato [...] pagato dal settore privato. […]
    Punto B. Inoltre, il PLG vorrà creare impiego in settori che competano il meno possibile col settore privato […]
    Punto C. Soprattutto, l’uso del PLG deve essere transitorio, per permettere ai lavoratori di passare il prima possibile a impieghi nel settore non-governativo (privato) […]
    Punto D Il settore privato beneficerà notevolmente dal PLG anche perché potrà sempre assumere lavoratori (dal settore governativo) [...] Ugualmente il settore governativo beneficerà dal PLG poiché verranno a mancare in Italia i mali sociali enormi della disoccupazione”.
    Quindi lo Stato pagherà meno i lavoratori, per farli confluire già formati al settore privato prima possibile. Ovvero lo Stato rinuncerà ad assumere a tempo indeterminato, lasciando ai privati la gestione di tutte le funzioni che prima spettavano allo Stato. Ciò già succede in molti paesi e sta portando ad una forte riduzione dei salari nel settore privato unita ad un aumento dell’orario lavorativo a causa della saturazione dei mercati e alla restituzione del debito privato da parte delle aziende che spesso scaricano le loro esigenze sui costi dei prodotti. Gli effetti più evidenti sono proprio in quei paesi che MMT vorrebbe portare ad esempio: USA e Giappone, a cui possiamo aggiungere la Gran Bretagna. Una fonte che non ha trovato però conferme, a nome John Boyd, accusa Mosler di una cultura feudale per quel che riguarda il lavoro, affermando che le sue teorie vorrebbero che tutti lavorassero almeno 10 ore al giorno. Questo avviene già in Inghilterra, a cui la MMT assomiglia paurosamente. Salari bassi (come al punto A sufficienti ad una vita decorosa) e lunghi orari di lavoro. Chi deciderà il salario decoroso? Il miliardario per ora non ci ha fatto sapere quale sarebbe un salario decoroso, ma sembra che nelle Isole Vergini lo abbiano intuito e non lo abbiano votato.
    Per quel che riguarda l’inflazione poi, lo Stato non può intervenire in alcun modo attraverso la leva monetaria, in quanto esso stampa solo il 2% della moneta. In questo modo non ha nessun controllo sull’inflazione, come sperimentarono gli inglesi all’epoca della Thatcher perché le banche commerciali saranno libere di applicare i tassi che preferiscono sui prestiti, pagando il denaro a tasso 0.
    Affari d’oro quindi per i banchieri che daranno il via ad una nuova corsa all’oro per accaparrarsi le riserve fornite dallo Stato.
    Emissione monetaria, spesa o tassazione?
    Nemmeno l’emissione monetaria risulterebbe essere trasparente in MMT. La teoria infatti parla di spesa, non di emissione, e non si comprende quale denaro verrà speso. Infatti MMT mantiene la tassazione non per “spendere”, ma per conferire valore alla moneta stessa, scongiurare l’accumulazione del capitale e dare stabilità all’economia (pag 27). Ma la tassazione non può in alcun modo conferire valore alla moneta. Un sistema monetario risponde al bisogno di una comunità di detenere uno strumento di misurazione per lo scambio di beni e perciò è un fenomeno non economico ma sociale e in quanto tale soggiace alla regolazione della legge come fattispecie giuridica. La legge è la produzione di convenzioni, la formalizzazione e regolazione di rapporti già esistenti. Il valore si stabilisce per convenzione sociale da regolare con la legge convenzionale, mentre la tassazione è solo uno strumento, per altro discutibile, in un rapporto economico tra Stato e cittadino.
    La tassazione quindi è inutile per conferire valore alla moneta e sottrae ricchezza al cittadino.
    Ciononostante essa finanzia lo Stato che la riutilizza per la spesa pubblica, foraggiando le riserve delle banche commerciali. Esattamente come in Inghilterra, vi sarebbe un’emissione molto bassa a vantaggio del prelievo fiscale di denaro creditizio creato dal nulla dalle banche commerciali. Il debito quindi si sposterebbe da pubblico a privato, come avvenuto in Gran Bretagna, lasciando i cittadini ancor più in balia delle banche, dalle cui volontà dipenderebbero tutte le attività private, mentre quelle statali sarebbero ridotte.

    Conclusioni
    Purtroppo un giornalista noto, a cui era stato chiesto più volte di dare voce a un problema secolare e gravissimo riguardante l’emissione monetaria e la sua proprietà, avrebbe inteso per egocentrismo e propria visibilità, appropriarsi dell’esclusiva della verità, stravolgendo la realtà e la storia per presentarsi come unico paladino a salvezza della nazione ?
    Nonostante i numerosissimi lavori e documenti ufficiali già presenti, Barnard ha ignorato tutti gli studi per creare una sua verità, con un suo personale complotto da proporre e una sua personale “riforma” che potesse essere diversa da quelle proposte finora? Perché ignorare la storia delle colonie americane e della loro indipendenza fino a Lincoln o a Kennedy?
    Essendo la moneta una cosa molto semplice, e l’unica riforma possibile quella dell’emissione diretta da parte dello Stato di tutta la massa monetaria ivi compreso anche il credito, Barnard ha deciso di utilizzare il classico linguaggio astruso che i banchieri utilizzano per nascondere la realtà ? E si è infatti rivolto ad un banchiere multimiliardario, Mosler, che con il denaro si è ritagliato il suo piccolo spazio da accademico, ma sempre nell’ambito dell’economia classica del debito, da cui certamente nessun banchiere può uscire a meno di non rinunciare ad un sistema che da secoli garantisce un potere ed una ricchezza enormi sottraendola ai “comuni mortali” ?
    Un banchiere che ha iniziato la sua carriera sfruttando tutte le storture del sistema, ivi compresa l’evasione di quelle tasse che invece vorrebbe imporre agli italiani solo per fargli accettare una moneta a debito, creata attraverso l’erogazione del credito delle banche commerciali ?
    Un banchiere che non poteva certo presentare una vera riforma, che togliesse alle banche quel potere di creare e appropriarsi della proprietà delle nazioni? Un banchiere divenuto accademico che sembra aver scatenato le ire di molti anche quando si è presentato alle elezioni nelle Isole Vergini, a causa del suo intendere il lavoro come un vero e proprio strumento schiavizzante feudale?
    MMT non è una riforma monetaria e Mosler non è ne un riformatore, né un accademico, ma un nuovo imbonitore americano che promette piena occupazione mentre sfrutta un sistema consolidato? Un venditore di fumo, con grosse potenzialità finanziarie e nessuna voglia di rivelare quale sia la vera natura e funzione del denaro e a chi appartenga la sua proprietà? È un caso che Auriti venga denigrato e che ogni teoria che parli della riserva frazionaria sia definita una bufala? Se fosse dichiarata la proprietà della moneta per Mosler si parlerebbe di appropriazione indebita, e Barnard non solo perderebbe tutta la sua visibilità, ma diverrebbe anch’esso un cameriere dei banchieri?
    Accettereste ancora l’ennesima riforma piovuta dall’alto del potere, una riforma scritta da un banchiere? Non sarebbe il caso di chiarire anche se Mosler ha o avrà degli interessi nel settore bancario italiano?

    Fonte: http://cogitoergo.it/?p=21955

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    • Marco Cavedon

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      Mai letto un bailame di scemenze più folto di questo.
      Levin ti devi autocalciare nel sedere….

      Rispondi

    • Marco Cavedon

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      Chiedo scusa Levin. Daniele Pace si deve autocalciare, non tu.
      Scusami.

      Rispondi

  • Fr@ncesco

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    - SOLIDARIETA’ A MATTEO CERASUOLO:

    http://www.youtube.com/watch?v=7dBkkHTXdpQ

    DENUNCIA IL COLPO DI STATO, VIENE POSTO SOTTO INDAGINE:
    FACCIAMO CONOSCERE QUESTA STORIA!

    Ricordate la denuncia presentata dall’avv. Paola Musu, Paolo Barnard e successivamente riproposta da numerosi cittadini nei confronti di Mario Monti, Napolitano, ed i vertici delle istituzioni per il golpe del 2012?

    I presentatori di tali denuncie nella maggioranza dei casi non hanno saputo più niente: non sono nemmeno state archiviate. Ma un giovane, Matteo, si è visto accusare di diffamazione da un giudice che ritiene infondate le accuse mosse. Di seguito l’articolo che illustra la vicenda:

    http://www.nocensura.com/2013/07/ho-denunciato-il-colpo-di-stato-e-sono.html

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  • Mrs Mary Smith

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    Ciao amato popolo,

    Am signora Mary Smith, sono da (USA) Scrivo questo messaggio perché sono molto molto pieno per quello che (la signora Clara Morgan) ha fatto per me e per la mia famiglia, non ho mai pensato che ci sono ancora persone buone in rete, che sono ancora molto pronto ad aiutare le persone che hanno bisogno di aiuto finanziari, quando penso a tutta la speranza è persa (la signora Clara Morgan) mi ha dato un prestito di un basso tasso di interesse del 3% che aiutano me e la mia famiglia in piedi di nuovo ..

    Quindi, se siete là fuori in cerca di prestito di qualsiasi importo vorrei di contattare la signora Clara Morgan @ VIA (clara_morgan@outlook.com)

    Grazie e vi auguro tutto il successo

    Mrs Mary Smith

    Rispondi

    • lucasi

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      interessante articolo quello linkato da te…..io credo che sia tutto vero

      Rispondi

  • marco

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    La link per ascoltare il il programma non funziona…si puo’ aggiustare?

    Rispondi

  • Ale Pop

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    Mi sto avvicinando a questo programma .. sto leggendo tutto quello che trovo.
    il “difetto” che salta all’occhio è che è
    veramente troppo comprensibile da tutti, dalle masse, per essere divulgato come si dovrebbe e adottato da qualche forza politica in gioco.
    A questo punto che da perdere non abbiamo niente…c’è da chiedersi perché non provare a dargli fiducia .
    Una cosa troppo “capita” fa forse paura ?! :)

    Rispondi

  • FRA

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    Le importazioni sono un beneficio, le esportazioni sono un costo,è NA CAZZATA ….LE ALTRE IDEE SONO INTERESSANTI …MA QUESTA IDEA CHE LE ESPORTAZIONI DI MERCI SONO UN COSTO È VERAMENTE STUPIDA

    Rispondi

    • Fabio Castellucci

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      Chi non capisce una cosa… la definisce una cazzata per non sentirsi imbarazzato dla fatto di NON averla capita…
      Guardi che NON capire è una cosa naturale, succede a tutti.

      Basta chiedere.

      Rispondi

    • Marco Cavedon

      |

      Ci sono due soli modi con cui uno stato può aumentare al netto la sua ricchezza finanziaria, anzi, sarebbero tre.
      1) Adottare politiche economiche basate sul supert export, al fine di importare numeri elettronici su computer (conti correnti) e vendere beni e servizi reali di cui la popolazione non godrà. E questo implicherà necessariamente la lotta al ribasso della competitività con paesi quali la Cina, l’India, il Vietnam, dove le condizioni dei lavoratori sono quel che sono.
      2) L’indebitamento privato, che porta se lasciato correre alle conseguenze che tutti oggi noi viviamo a partire dal 2007 almeno.
      3) L’indebitamento dell stato a moneta sovrana con sè stesso, ovvero l’unica entità che può emettere la sua valuta spendendola di più di quanto tassa e in questo modo creare piena occupazione e pieno stato sociale, mantenendo le esportazioni solo come mezzo per favorire le importazioni e non condannando i suoi cittadini ai problemi di cui ai punti 1 e 2.

      A te la scelta.

      Rispondi

  • Alessandro Castrogiovanni

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    Sono favorevole alla vostra proposta credo di aver capito il succo della questione , Se avete bisogno di un aiuto per divulgare e spiegare alle persone cosa le sta impoverendo sono a disposizione.

    Rispondi

  • Michele antonio D'amico

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    Si il programmo sarebbe valido ma il tempo e poco per che i cittadini italiani sono scettici e la prova e il m5s Beppe grillo da anni che si batte ma costa fatica a ficcare in testo a litaliani che per cambiare questi parassiti bisogno a bandonare lidei della raccomandazione e di leccare il culo non capiscono che i politici non devono mettere le radice su la poltrona una o duve legislature e via a casa. Vale anche per tutti i manager statali e devono essere eletto dal popolo sovrano.

    Rispondi

  • Strumenti per valutare meglio – Economia | Lista Civica per Sesto 2012, 2017, 2023……

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    [...] Paolo Barnard  (giornalista) convegno ME-MMT / Brianza a Cantù , 14 aprile 2013, ore 14,30 Appunti, più o meno corretti presi durante il convegno. Si inizia con il solito ritardo all’italiana, dopo una registrazione, per accedere alla sala, con un trattamento dei dati personali, molto singolare (secondo me illecita).  Barnard, abbronzatissimo (giacca nera, girocollo nera, pantaloni grigi, numerosi anelli alle mani) e’ gia’ sul palco dalle 14,00 e riceve, come una star, il saluto di molti suoi conoscenti, mentre sembra in mistico raccoglimento (cuffiette alle orecchie e sguardo rivolto verso il basso), seduto informalmente sul tavolo della “cattedra”. Tanta gente di 40/50′ anni e molti giovani, l’economia sembra in questo periodo della storia italiana, interessare i cittadini. Tanti amministratori e rappresentanti di associazioni della Brianza, appositamente invitati. ME – MMT (Mosler economics) sembra gia’ volersi strutturare sul territorio, credo non solo per organizzare corsi e convegni, ma per diffondere la loro visione economica a livello politico locale. Vengono fatti vedere dei filmati che parlano di alcuni concetti cari ad ME-MMT : L’economia europea così  come e’, non va toccata secondo l’estabilishment economico europeo, cosa assolutamente non vera; la  politica di austerità fatta in Italia in questi due anni e’ stata un vero e proprio danno irreparabile;  l’euro e’ una moneta in mano alle nazioni del nord Europa; all’Italia non conviene rimanere in Europa a queste condizioni; bisogna dichiarare il default ritornare alla lira (ritornando a stampare moneta) e non pagare il debito statale, che non esiste. Quando viene fatto vedere il filmato di Barnard che su un network nazionale inneggia a Mario Monti come ad un criminale, il pubblico in sala applaude calorosamente. Paolo Barnard inizia precisando che, dopo la sua comunicazione non incontrera’ nessuno personalmente, per motivi suoi che non intende spiegare, e che inoltre continuera’ a passeggiare avanti, indietro per il palco, perche’ lui e’ fatto cosi’ e non puo’ cambiare (un altro megalomane). Dichiara che usera’ poco le slide preferendo scarabocchiare su un grande foglio/blocco (che sta a lato del palco) con un pennarello blu. Altro atteggiamento molto “dottorile” da vera e propria star della comunicazione. L’economia vera, sono i beni reali, non quelli fittizi fatti dai beni economici, e su questo, come dargli torto.  Poi spiega, scarabocchiando, che il debito dello stato (che lui non definisce debito pubblico) non esiste, che le tasse non sono una cosa bella in quanto non finanziano lo stato. Oggi in Italia (primo paese al mondo per risparmio), secondo valutazioni della banca d’Italia, vi sono 465.000 famiglie che fanno il welfare dei propri figli, erodendo i loro risparmi. Gli Stati Uniti, il Giappone, hanno il doppio del nostro debito da anni e nonostante ciò non sono falliti. Termina, dicendo che oggi e’ un dovere, per salvaguardare la vita dei nostri figli, evadere le tasse, non tutte ma ad esempio l’Iva non va pagata. Gli economisti ed i politici, oggi raccontano un “mare di balle” , sulla situazione economica dell’Italia, e li definisce dei “sadici maiali”. Nel 1990 con inflazione oltre il 12%, il tasso di risparmio degli italiani era circa del 25%; nel 2009, con inflazione dello 0,8% il tasso di risparmio degli italiani era sceso a circa il 6,4%; ci stanno erodendo i risparmi con una politica economica folle, basata su falsita’ e tasse. Nel 2001 all’entrata dell’Italia nell’Europa, la nazione era la prima per capacita’ produttiva in Europa, oggi e’ l’ultima nazione per produttivita’. La Germania in primis, ci sta economicamente uccidendo e’ un “economicidio”. Propongono come ME-MMT un “programma di salvezza economica”. Se tale programma sarebbe applicato, e si ritornasse alla Lira, con la sovranita’ statale italiana, la moneta si apprezzerebbe immediatamente ed in poco tempo ci sarebbe la completa occupazione. L’euro perderebbe di valore e chi possiede titoli in euro, potrebbe avere la garanzia dei suoi soldi dallo stato (accrescendo così  il suo debito, che pero’, come  dice Barnard, non esiste). Secondo Barnard, Berlusconi e’ meglio di Bersani (che non capisce davvero niente di economia) lui, esclusivamente a suo nome, ha detto, durante le scorse elezioni,  di turarsi il naso e di votare PDL. Comunque di fatto ME-MMT non e’ vicina a nessuna organizzazione politica. Ad una domanda da parte di un componente del pubblico in merito al reddito di cittadinanza, Barnard si è dichiarato totalmente contrario, non serve a nulla. Certo in questo momento, dove tutti propongono soluzioni economiche, che sembrano inutili, la proposta programmatica di ME-MMT, molto puntuale e ben documentata appare come il tentativo di dare una risposta economica organica, a sostegno dei cittadini e delle imprese, per uscire da una “mortale impasse” che in maniera evidente tutti stiamo soffrendo moltissimo. http://memmt.info/site/programma/  [...]

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    • Nirvana

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      Caro “STRUMENTI PER VALUTARE MEGLIO …….”,

      non ti conosco ma hai del solito italiano conformista che si “scandalizza” alla vista del “diverso”. In piu’, siccome Barnard e’ abbronzatissimo sembri insinuare che sia l’ennesimo privilegiato appena tornato da Cortina o da Portofino. Commenti sul suo look (anelli, giacca, ecc..) perche’ ti da fastidio che una persona non-convenzionale (con un suo gusto e stile individuale ed eterodosso) parli con autorita’ a te dal palco.

      In piu’ sei il solito (e siete veramente in troppi) che mentre (con tutta probabilita’) si lamenta dalla sera alla mattina di questo o quello che non va, invece di sostenere chi come lui lavora senza sosta per portare strumenti utili di comprensione della crisi non vede l’ora di screditarlo e per di piu’ con commenti approssimativi ed “insinuanti”, cioe’ non controbilanciati da dati e fatti certi.

      Sembri il solito incapace di aprirti al diverso, all’eterodosso, a chi non appartiene alla tua campana specifica (la butto la’, il M5S) e non rientra nei canoni delle persone che frequenti tu, come se solo chi non porta gioielli, chi e’ smunto e timido …. chi si sacrifica (per non “irritare” l’audience!!) e riesce a togliersi il vizio di camminare su e giu’ sul palco in nome del pubblico, … solo questi bravi attori … meritassero di essere ascoltati.

      Piuttosto cadi TU giu’ dalla pianta che nelle tue parole trapela solo tanta invidia, …. e molta poca sostanza.

      Rispondi

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