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C’è un mercato in forte crescita, un mercato in cui le aziende statunitensi ci si sono buttate a capofitto, che si sta sviluppando grazie alle politiche dei tassi negativi della BCE. Sto parlando dei “Reverse Yankees” e se anche tu come me non hai mai sentito parlare di questo specifico strumento finanziario nei media italiani, forse è proprio il caso che continui questa lettura.

Multinazionali americane, con filiali distribuite su tutto il territorio europeo, stanno beneficiando delle politiche anticonvenzionali della BCE. In sostanza, ciò che avviene è che le grandi corporation avvantaggiate dalle politiche dei tassi di interesse negativi della Banca Centrale Europea si stanno finanziando in euro per poi successivamente convertire l’ammontare del finanziamento in dollari.

Il vantaggio è veloce, sicuro e indolore: l’azienda americana prende in prestito euro (emettendo obbligazioni), i tassi di interesse negativi gli garantiscono un finanziamento a bassissimo costo, e successivamente la stessa azienda convertirà gli euro in dollari.

Il punto da notare in questa transazione è che una volta convertiti gli euro in dollari, in virtù del differenziale fra i tassi di interesse delle due valute (la FED ha alzato i tassi di interessi a dicembre) la società che ha effettuato la transazione beneficia di un guadagno esponendosi di fatto soltanto al rischio di cambio.

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L’international Financial Review riporta quanto segue:

“Alcune società statunitensi hanno emesso obbligazioni in euro a lungo termine per assicurarsi dal rischio rispetto ai loro investimenti netti o per finanziare acquisizioni in Europa. Inoltre, un numero limitato di prestigiose imprese statunitensi, come ad esempio il gigante delle telecomunicazioni AT&T, hanno sfruttato il mercato [monetario,nda] europeo per realizzare un’arbitraggio, con investitori  pronti ad accoglierli grazie alla qualità del nome.”

Chiaramente quanto sopra sta diventando prassi comune. L’infografica del Financial Times che potete consultare nel seguente articolo, dal titolo che non lascia spazio ad interpretazioni (“i Reverse Yankees stanno dominando il mercato obbligazionario in Euro”) fa notare come questo mercato sia stato in forte crescita nell’anno appena trascorso:

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Il messaggio che vorrei lasciare a tutti i lettori è il seguente: ogni volta in cui un’istituzione come una banca centrale persegue politiche indotte dall’ideologia economica dominante, si generano possibilità di speculazione e spazi di arbitraggio che creano distorsioni nel mercato valutario.

Proprio per questa ragione l’economista e specialista finanziario Warren Mosler propone una politica di tassi di interesse “zero”. A ben vedere, questo approccio garantirebbe un’eliminazione immediata della possibilità di arbitraggio (quindi di speculazione) data dall’oscillazione dei tassi di interesse, se condiviso con le maggiori banche centrali del mondo.

Un’idea semplice, se vogliamo quasi banale, ma estremamente efficace, che forse per la sua semplicità ed efficacia non viene mai presa in considerazione dai vari banchieri centrali.

Senza dilungarmi nelle motivazioni che inducono i vari board della BC a non valutare questa semplice opzione, lascio a voi lettori il punto di domanda:

sono collusi o semplicemente hanno studiato sui libri di testo sbagliati?

 

 revisione a cura di Daniele Della Bona e Giacomo Bracci

Comments

  1. Siamo alle solite: La finanza speculativa, è diventata in toto il “derivato”, il cui “sottostante” altro non è che l’economia reale. Da cui trae nutrimento impoverendola sempre più. Sarebbe dovere delle classi politiche arginare questo strapotere delle multinazionali, ma, corrotte fino al midollo,guardano il proprio miope interese, incuranti della prossima, incombente catastrofe.

  2. Ottimo articolo. Comunque la cosa grave non sono tanto questo tipo di operazioni (l’investimento estero porta comunque ricchezza), quanto il fatto che in Europa non si possono realizzare politiche fiscali a sostegno della domanda aggregata interna delle singole nazioni ed è questo che danneggia gli investimenti interni a scapito di quelli esterni. Le speculazioni più gravi sono quelle operate dai mercati dei capitali contro il debito pubblico delle nazioni europee.

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